Sicurezza
Comunità montana, cinque a giudizio
Processo per dirigenti e revisori coinvolti nel filone bis dell’inchiesta sugli ammanchi, prosciolti dalle accuse i bancari
PISTOIA. A processo dirigenti e revisori dei conti, prosciolti i funzionari di banca. Dopo un paio d'ore di camera di consiglio, sono stati cinque i rinvii a giudizio per l'inchiesta bis sulla disciolta Comunità montana, il cui primo filone ha già portato a processo davanti al tribunale collegiale di Pistoia l'ex economo dell'ente, Giuliano Sichi.
Accusati di concorso doloso in peculato per omissione, a comparire sul banco degli imputati del tribunale il prossimo 7 maggio saranno Rosa Apolito, 60 anni, di San Marcello, segretario generale e dirigente generale dell'area amministrativa dell'ente, e Roberto Fedeli, 61 anni, di San Marcello, dirigente dell'ufficio tecnico urbanistico.
Ci sono poi Antonella Giovannetti, 56 anni, di Quarrata, revisore dei conti dal 2000 al 2006, e Alessandro Michelotti, 54 anni, di Pescia, revisore dei conti dal 2006 al 2011: la posizione di quest'ultimo, accusato anche di abuso d'ufficio, è più delicata rispetto a quella della collega. Fatto sta che secondo il pm Luigi Boccia, tutti loro, non adempiendo all'obbligo imposto loro dalla legge e dal regolamento della Comunità montana di controllare l'operato del Sichi, avrebbero consapevolmente accettato il rischio che l'ex economo e responsabile del servizio finanziario potesse commettere i reati per i quali è sotto processo.
E a giudizio per abuso d'ufficio, proprio per aver liquidato al sindaco revisore Michelotti, per tre anni consecutivi, fatture assai maggiori di quelle spettanti, è stato rinviato dal gup Roberto Tredici anche lo stesso Giuliano Sichi, la cui posizione nel corso dell’udienza di ieri mattina è stata riunita a quella degli altri imputati nel corso dell'udienza finale, venerdì 20 febbraio. Secondo la procura, negli anni 2008, 2009 e 2010, l'ex economo aveva fatto percepire al revisore una somma maggiore rispetto a quella stabilita nella relativa delibera di nomina, ovvero 9.000 euro invece di quella prevista di 5.681, procurandogli così un ingiusto vantaggio patrimoniale.
Il gup Roberto Tredici ha invece sentenziato il proscioglimento "perché il fatto non costituisce reato" dei quattro direttori che dal 2000 al 2010 si sono succeduti alla guida della filiale di San Marcello della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, tesoriere dell'ente, e del responsabile, dal 2006, del centro tesorerie dello stesso istituto di credito: rispettivamente, Licio Umberto Erpichini, 58 anni, di Pistoia, Luciano Baldi, 65, di Pistoia, Gabriella Banti, 50, di San Marcello, Valter Bernardi, 54, di Prato, e Stefano Bertocci, 61 anni, di Pistoia.
Così come avevano spiegato gli avvocati difensori dei cinque funzionari nel corso delle loro arringhe (gli avvocati Salimbeni, Bagattini, Aurora Matteucci, Astolfi, Barzagli, Castelli), non potevano accorgersi degli eventuali trucchi contabili di Sichi, non avendo direttamente a che fare con gli atti al centro dell'inchiesta e non avendo avuto segnalazioni specifiche di anomalie.
Non solo: a volte i funzionari di banca neanche erano a conoscenza delle regole interne alla Comunità, che Sichi - secondo l'accusa - avrebbe violato.
L'inchiesta che ha scatenato il terremoto in Comunità montana prese il via il 21 marzo 2011, quando alcuni impiegati amministrativi dell'ente informarono i loro dirigenti di aver riscontrato dei cospicui ammanchi nel bilancio. Dopo l'immediata comunicazione alla giunta dei sindaci, il caso arrivò sui tavoli della procura della Repubblica, che affidò le indagini alla Guardia di finanza. La stessa Comunità montana invece, affidò ad un consulente, Luca Eller Vainicher (nominato poi anche ct del pm), l'incarico di passare al setaccio i bilanci degli ultimi anni per verificare ammanchi e malgestioni.
Come detto, il processo per il primo filone dell'inchiesta è già in corso. Qui, Giuliano Sichi è accusato di peculato per aver sottratto all' ente almeno un milione e 143mila euro nell’arco di dieci anni, dal 2001 al 2011. Il 7 maggio il pm Luigi Boccia chiederà al tribunale che i due processi, che riguardano lo stesso argomento, vengano riuniti al fine di evitare inutili e dispendiosi doppioni.
Massimo Donati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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