Il Tirreno

Pistoia

Corruzione a Lido, coinvolti due pistoiesi

Corruzione a Lido, coinvolti due pistoiesi

La Procura di Lucca ha chiesto due anni per Mario Chiti e due anni e mezzo per Riccardo Chiti

1 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Ci sono anche due imprenditori pistoiesi tra le persone accusate dalla Procura di Lucca nel processo sulla corruzione a Lido di Camaiore legata alla costruzione del nuovo pontile. Mario e Riccardo Chiti rischiano ora una condanna a più di due anni.

Sono dure le richieste di condanna della Procura di Lucca. Per il dirigente comunale di Camaiore Claudio Castellacci e per il figlio Francesco - originari di Empoli - il pm Fabio Origlio ha chiesto rispettivamente cinque e tre anni di carcere con l’accusa di corruzione. Al dirigente Castellacci, in particolare, sono stati contestati presunti favoritismi ai privati nei progetti relativi all’ex area Benelli e Bussoladomani (mai realizzato) e ai poli scolastici di Capezzano e Lido di Camaiore. Favoritismi che sarebbero avvenuti in seguito a compensi di denaro o a incarichi anche tramite la società del figlio, la St Engineering.

Per quanto riguarda l’affidamento degli incarichi per il verde pubblico, la Procura vuole la condanna degli imprenditori pistoiesi Mario Chiti, a due anni, e Riccardo Chiti, a due anni e sei mesi. In cambio di incarichi affidati a chiamata diretta da Castellacci, i Chiti curavano il giardino dell'ingegnere a Cerreto Guidi.

Nel processo è imputata, con l’accusa di peculato, anche la dipendente comunale Barbara Rovai: avrebbe usato il telefono del Comune per conversazioni private. A suo carico l’accusa ha chiesto un anno di carcere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web