Il Tirreno

Pistoia

urbanistica

Ceppo, demolizioni al via entro fine anno

di Fabio Calamati
Ceppo, demolizioni al via entro fine anno

Pistoia, saranno le ruspe a cambiare per prime il volto all’area dell'ex ospedale: destinati all’abbattimento oltre cinquemila metri quadri di edifici

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PISTOIA. Prima ancora che dalle nuove costruzioni, il vecchio Ceppo cambierà volto attraverso le demolizioni. E sarà proprio questo il primo grande cantiere che i pistoiesi vedranno aprirsi nei dieci ettari tra piazza Giovanni XXIII e viale Matteotti, sede per sette secoli dell’ospedale cittadino prima che, nel 2013, aprisse i battenti il nuovo San Jacopo. In base alle bozze dell’accordo di programma, oltre 5.000 metri quadri di superficie saranno liberati dalle costruzioni attualmente presenti. Il tutto verrà a costare circa cinque milioni di euro: soldi che metterà la Regione (anche questo è previsto nell’accordo di programma) e che spenderà direttamente la Asl.

Ad essere abbattuti saranno sostanzialmente tre blocchi di costruzioni. Guardando il vecchio ospedale dal lato di viale Matteotti, intanto verranno demoliti gli edifici cosiddetti “del Piloto”, che ora ospitano strutture tecniche e le cucine del vecchio ospedale. Lì il piano Cervellati prevede la costruzione di nuove abitazioni.

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Proseguendo verso il centro dell’area del Vecchio Ceppo, c’è la cosiddetta “Piastra operatoria”, cioè l’edificio moderno realizzato subito alle spalle dell’ingresso moderno, di fianco all’anatomia patologica. Anche qui le ruspe avranno da lavorare per abbattere tutto: l’idea è di lasciare qui una grande piazza, che sarà un po’ il cuore del nuovo quartiere del Ceppo. Proseguendo ora in direzione dell’antico ospedale, quello che si affaccia su piazza Giovanni XXIII, si incontrano le cosiddette “maniche ospedaliere” cioè quei collegamenti a più altezze, che uniscono il padiglione Lazzereschi al Cassa di risparmio, all’ex radiologia. Anche tutte queste strutture sono destinate alla demolizione.

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Infine, sono destinati a sparire gli edifici del laboratorio di analisi, che si affaccia su via del Ceppo dall’antico ospedale fino alla palazzina dell’Avis, e quelli dell’ex radiologia, alle spalle di quell’ala dell’ex convento di Santa Maria delle Grazie che si affaccia direttamente su piazza San Lorenzo. Sarà questa, forse, la novità più spettacolare: ora, camminando per via del Ceppo, si vede solo una cortina di edifici: domani da lì si potrà entrare nel nuovo quartiere e l’occhio sarà libero di spaziare fino al padiglione Lazzereschi.

Lì ci saranno alloggi e uffici. Sull’altro lato della piazza che nascerà dalla demolizione della piastra operatoria ci saranno i nuovi alloggi del Piloto. Accanto all’ex convento, invece, al piano terra i negozi di vicinato che saranno introdotti nelle previsioni urbanistiche, al primo piano alloggi e uffici come previsto. Il tutto costituisce la parte “profit” del Ceppo, che l’Asl metterà sul mercato per ricavarne 18 milioni di euro.

Ma torniamo alle demolizioni: quando cominceranno? Ipotizzando una sigla dell’accordo entro marzo-aprile, in Comune sono convinti che l’Asl possa iniziare subito a predisporre le demolizioni, con i progetti, le gare e quant’altro. Per questa fase il tempo stimato è di 5-6 mesi.

Tirando le somme, dunque, la stima è quella di un’apertura dei cantieri di demolizione entro la fine dell’anno. Questa è anche l’ipotesi descritta dal sindaco Samuele Bertinelli nel corso della riunione della commissione 2 in cui i contenuti dell’accordo di programma sono stati illustrati per la prima volta ai consiglieri comunali.

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Ma per vedere del movimento nell’area dell’ex ospedale non bisognerà attendere fino ad allora. L’Asl ha infatti assunto l’impegno – che attende solo di essere formalizzato – di liberare i locali del padiglione Cassa di risparmio entro il 31 maggio. Si tratta del grande edificio (10.000 metri quadri) che si incontra subito dopo aver lasciato l’antico ospedale: lì il Comune vorrebbe trasferire progressivamente una buona parte dei suoi uffici, dalla sicurezza sociale (ora a Villa Benti, destinata alla dismissione) alla pubblica istruzione (ora a Villa Baldi Papini), dall’ufficio tecnico all’annona. In più, la succursale del liceo artistico. Il tutto, naturalmente, se non prenderà consistenza l’idea di spostare lì spazi e uffici del tribunale, ipotesi lanciata dall’Ordine degli avvocati e attualmente sottoposta a verifica tecnica.

 

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