Il dolore
Aumentano le aziende iscritte alla Camera di Comercio
Pistoia, positivo il saldo tra le nuove attività e quelle cessate: più 95 nel 2014. Ancora negativo l’andamento nel comparto artigiano
PISTOIA. Si è chiuso in positivo il 2014 per quanto riguarda il saldo delle imprese iscritte alla Camera di commercio di Pistoia: più 95, con un tasso di crescita pari allo 0,3%. Resta ancora negativo l'andamento del comparto artigiano (-1,4%), mentre diminuiscono, rispetto al 2013, le procedure concorsuali.
Nel quarto trimestre dello scorso anno le iscrizioni sono state 453, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e ad un tasso superiore sia alla media regionale (3,1%) sia alla quella nazionale (+1,7%). Le imprese cessate sono invece state 422 (in diminuzione del 6,8%): un andamento migliore rispetto alla media nazionale (-0,5%).
Alla fine dello scorso anno le imprese registrate presso la Camera di Commercio di Pistoia erano 32.731: nei dodici mesi del 2014 sono nate - in provincia - 2.023 nuove imprese e ne sono cessate 1.928, per un saldo, come detto, di 95 in più rispetto al 2013. Di contro, il comparto artigiano, che rappresenta una quota importante del sistema imprenditoriale pistoiese, evidenzia ancora una flessione pari a -1,4%.
Ancora gli effetti della profonda recessione degli ultimi anni si riscontrano nel dato delle imprese in difficoltà, seppur con numeri inferiori rispetto al 2013 : nel 2014 sono entrate in procedura concorsuale 112 imprese e hanno aperto un percorso di liquidazione oltre 500 imprese.
I fallimenti sono stati 84 (-3,4% rispetto al 2013) e si sono concentrati prevalentemente nelle società di capitale (61) e nelle società di persone (11), i concordati sono stati 28 (-22,2% rispetto al 2013). Anche il dato sugli scioglimenti e liquidazioni volontarie (500) è inferiore al 2013 del 2,9%.
«Anche se si intravedono i tanto auspicati segnali di ripresa - dice il presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi - la crescita del nostro tessuto imprenditoriale è comunque molto timida e non consente di affermare una vera e propria inversione di tendenza al trend negativo degli ultimi anni. Da una parte si vedono impoverirsi i settori tradizionali della nostra economia, dall'altra troppe imprese nascono e non arrivano al terzo anno di vita. C'è ancora un forte bisogno di rafforzare la nostra struttura imprenditoriale, da un lato stimolando la crescita del livello di fiducia degli operatori e dall'altra contrastando la tendenza all'improvvisazione».
«Dobbiamo stimolare - conclude Morandi - azioni che aumentino la consapevolezza di cosa significa fare impresa: Imprenditori non si nasce, ma si diventa e lo si può fare solo se si hanno le competenze e le conoscenze necessarie».
Per quanto riguarda i singoli settori, la disaggregazione del tasso di crescita evidenzia comportamenti diversi fra loro. In flessione il settore "costruzioni", con un saldo negativo di 93 imprese, che genera un tasso di crescita pari a -1,6%, ascrivibile per la maggior parte alla componente artigiana, che nel settore registra una flessione pari al 2,3%; diminuisce anche l'agricoltura, silvicoltura e pesca, con 139 imprese cessate a fronte di 110 imprese nuove iscritte da inizio anno; il saldo negativo (-29) genera un tasso di crescita del -0,9%. Anche il settore del commercio - primo per presenza sul territorio - registra un tasso di crescita negativo pari a -1,3%.
Tra i comparti in negativo anche le attività manifatturiere che, con un saldo negativo di 91 imprese produce un tasso di crescita del -2%. Fra i settori più significativi nel determinare questo andamento, vi sono la fabbricazione dei mobili (-5,8%), la fabbricazione di prodotti in metallo (-4,5%), la fabbricazione di prodotti chimici (-2,9%), l'industria del legno (-2%) e tutto il sistema moda fra cui in dettaglio: fabbricazioni articoli in pelle e simili (-2,1%), l'industria tessile (-2,5%) e la confezione di articoli di abbigliamento (-18%).
In campo positivo invece il settore riparazione, manutenzione e installazione (7,6%), la fabbricazione di altri prodotti della lavorazione dei minerali (3,4%), e l'industria alimentare (2,3%).
Nei servizi continua la flessione del settore "trasporto e magazzinaggio", dove il tasso di crescita è di -3% per il totale imprese (-1,6% per il sottoinsieme artigiano), i settori turistici legati agli alloggi (-1,8%) e le attività immobiliari (-1,8%).
Positivo l'andamento delle attività di servizi di informazione e comunicazione legati alle tecnologie del web (+3,1%) e della sanità privata e assistenza sociale ( +2,7%).
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