Il Tirreno

Pistoia

Presi i banditi di via Frosini

di Massimo Donati
Presi i banditi di via Frosini

Indagine lampo della Squadra mobile: in carcere tre romeni, denunciato un quarto

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PISTOIA. Sono andati a colpo sicuro. Avevano saputo dal cugino di uno di loro che in quell’appartamento, quella sera, ci sarebbe stato un bel gruzzolo. E sono stati entrati in azione. Ma non avevano messo in conto il fiuto degli investigatori della Squadra mobile: in manette i tre autori della brutale rapina messa a segno nella tarda serata di lunedì in un appartamento di via Frosini, in pieno centro a Pistoia, ai danni di un artigiano di 92 anni e della figlia di 56. I poliziotti di via Macallè hanno eseguito i tre fermi già nella serata di martedì, dopo un’indagine lampo andata avanti senza sosta per tutta la notte e per tutta la mattinata. In cella, tre cittadini romeni: Maricel Cretu, 39 anni, Adrian Mihai, 34, e Robert Bratianu. 25, tutti pregiudicati senza fissa dimora ma da anni a Pistoia, dove spesso dimorano in una vecchia fabbrica abbandonata alle spalle della stazione ferroviaria, sul retro dei campi sportivi del circolo Arci Breda di via Ciliegiole.

Sono loro, secondo gli investigatori, i tre banditi che, caschi integrali in testa, hanno fatto irruzione armati di coltello in casa di Silvio Gelli e della figlia Letizia. E sempre secondo i poliziotti della Mobile, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, era stato il cugino di uno di loro ad ideare e commissionare loro il colpo: frequentando gli stessi suoi ambienti, era venuto a sapere che l’anziano ebanista aveva appena riscosso circa 4.000 euro per un prezioso lavoro di intaglio da poco terminato. Il trentunenne romeno, anche lui senza fissa dimora, è stato perciò denunciato a piede libero per concorso in rapina.

Il primo a finire nella rete degli investigatori è stato, all’alba di martedì, Maricel Cretu, che è stato rintracciato a Montecatini, nell’abitazione di due connazionali che lo ospitavano da qualche tempo. Tra la sua roba i poliziotti hanno trovato alcuni dei monili in oro portati via dall’appartamento di via Frosini, oltre una pistola giocattolo, torce elettriche e indumenti per il travisamento.

Da lì poi le ricerche si sono spostate a Pistoia. A fine mattinata di martedì in questura erano sfilati già una ventina di connazionali: testimonianze, riscontri, perquisizioni, verifiche di alibi... Fatto sta che la rete si è stretta attorno a Mihai e Bratianu, trovati nella vecchia filatura abbandonata di via Traversa della Vergine: tra la loro roba, i poliziotti hanno trovato il resto dei preziosi rubati a casa Gelli, i coltellacci da cucina usati durante la rapina e refurtiva proveniente, tra l’altro, da una chiesa cittadina. Anche per questo sono in corso ulteriori indagini per verificare la possibilità che il gruppo possa aver commesso analoghi reati. Nessuna traccia invece del denaro rapinato.

Nella mattinata di oggi i tre saranno interrogati in carcere dal gip del tribunale Patrizia Martucci, chiamata a convalidarne l'arresto e a decidere su eventuali misure cautelari nei loro confronti, probabili visto i precedenti penali e la violenza usata sull'anziana vittima.

L'inquietante episodio si è verificato poco dopo le dieci di lunedì sera. I tre banditi hanno dapprima sfondato con un calcio il vecchio portone in legno del condominio, che si trova al numero 21 di via Frosini, in una sorta di tunnel che dalla strada porta ad una corte sul retro delle antiche mura urbane. Quindi sono saliti fino alla porta dell'appartamento di padre e figlia, al secondo piano. A calci, hanno sfondato anche la porta dell’appartamento e, impugnando i coltelli, sono entrati dentro. Nel condominio non abitano altre persone, per cui nessuno si è allarmato. Il rumore ha svegliato invece padre e figlia, che si sono alzati per capire cosa stesse succedendo. La donna è stata immobilizzata mentre correva verso la camera del padre che urlava, mentre uno dei banditi ha puntato il coltello alla gola dell’anziano pensionato, per costringerlo a consegnargli il portafoglio.

«Hanno sfondato la porta, mi hanno perso a cazzotti, a pedate, mi hanno spaccato una spalla - ha raccontato Silvio Gelli - Erano dei selvaggi. Mai visto un affare così. Io ho fatto la guerra, sono stato ad El Alamein, mi hanno decorato, ne ho viste di cotte e di crude... Mi hanno messo un cencio sulla bocca, per non farmi gridare. Non respiravo. E poi quel coltello lungo così qua...».

Dopo aver avuto il portafoglio, i tre banditi hanno fatto entrare padre e figlia nel bagno e si sono messi a setacciare tutto l'appartamento. Quindi, dopo una mezz'oretta, si sono dileguati con il bottino.

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