Il Tirreno

Pistoia

tragedia sul lavoro

Morì sepolto in un cantiere, condannato architetto

Morì sepolto in un cantiere, condannato architetto

L'incidente il 6 agosto 2009 a Casalguidi, vittima un muratore di 45 anni

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PISTOIA. Morì nel 2009 sepolto da un crollo, mentre lavorava dentro la buca di un cantiere, un fossato alto sei metri dove cedette una parete. Oggi, 19 febbraio, il giudice Raffaele Marino di Pistoia ha condannato a 8 mesi di reclusione, per omicidio colposo, l'architetto che ricopriva l'incarico di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, con sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna.    Il processo, svoltosi in rito ordinario davanti al giudice monocratico, ha riguardato la morte di Francesco Lanciano, muratore calabrese di 45 anni, sposato con tre figli, avvenuta il 6 agosto 2009 in un cantiere edile a Casalguidi.

La vittima aveva lasciato la Calabria per trovare lavoro in Toscana nella ditta di un parente. Doveva essere il suo primo giorno di ferie ma decise di lavorare. Mentre si occupava dello scavo nel cantiere - presso un muro di cemento armato appena eretto per costruire le fondamenta di un complesso di quattro villini -, il muratore rimase travolto e schiacciato da una massa di terra staccatasi da un fronte alto sei metri e largo 12, con inclinazione quasi verticale. Secondo quanto emerso al processo, lo scavo era stato lasciato privo, per oltre 15 giorni, di qualsiasi mezzo di protezione che evitasse frane. Un altro muratore che era con lui nella buca per pura casualit sopravvisse al crollo e riport lievi lesioni.

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Erano parti civili nel processo l'Inail, ente assistito dall'avvocato Giuseppe Quartararo di Firenze, per le prestazioni assicurative erogate dallo stesso ente in favore della vedova e dei figli minori del lavoratore deceduto (circa 336.000 euro), e i congiunti della vittima, assistiti dall'avvocatessa Mariangela Varano di Catanzaro. In favore delle parti civili  stata disposta una condanna generica a rifondere le spese processuali e tutti i danni, oltre a provvisionali di 15.000 euro per Inail e 20.000 euro per i familiari.
   Per quel drammatico evento  è stato già condannato per omicidio colposo, in un altro processo e con sentenza passata in giudicato, il datore di lavoro. Inoltre, un altro procedimento penale pende dinanzi al tribunale di Pistoia nei confronti della titolare della ditta incaricata dal committente di scavare la buca.

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