Attenzione
«Fondamentale è stata la capillare conoscenza del territorio»
PISTOIA. «Un’operazione frutto di quella che è l'attività investigativa in senso classico, vale a dire frutto della nostra forte presenza quotidiana sul territorio anche quando questi reati non...
PISTOIA. «Un’operazione frutto di quella che è l'attività investigativa in senso classico, vale a dire frutto della nostra forte presenza quotidiana sul territorio anche quando questi reati non avvengono. Una conoscenza del territorio capillare, una risorsa che poi, quando le cose succedono, ci permette di arrivare, come in questo caso, ad una rapida soluzione».
È il vicequestore Antonio Fusco, capo della Squadra mobile di via Macallè, a spiegare come, già poche ore dopo la brutale rapina compiuta ai danni dell’anziano artigiano di via Frosini e di sua figlia, sia stato possibile far scattare le manette ai polsi dei tre romeni. «La rapidità era fondamentale, la rapidità c'è stata e c'è stata grazie a questa attività quotidiana che noi portiamo avanti. Un bagaglio informativo di ciò che succede sul territorio, di chi arriva e di chi se ne va».
E l'importanza di aver messo in cella con estrema rapidità i tre presunti autori del colpo è stata sottolineata anche dal questore, Salvatore La Porta: «Perché certi tipi di reato creano allarme sociale e perché è stato individuato un gruppo che avrebbe potuto tentare altri reati del genere. Ma la Squadra mobile ha svolto un lavoro certosino, ha iniziato subito le indagini, indirizzandole verso un ventaglio di soggetti stranieri che vivono in provincia: perquisizioni, riscontri, accertamenti incrociati sulle dichiarazione rese, una ventina di persone portate in questura entro la fine della mattinata… ».
Il questore ha sottolineato poi l'impegno sul fronte prevenzione e repressione: «L'impegno della questura è alto per questo tipo di reati. Dal primo al 12 febbraio, per reati contro il patrimonio, sono state arrestate nove persone e ne sono state denunciate 16, di cui 13 stranieri».(m.d.)
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