Gioco
Distretto vivaistico, ultimo tentativo di accordo sul presidente
Vertice in Comune a Pistoia tra le associazioni di categoria e il sindaco Bertinelli che in caso di fumata nera dovrà convocare l’assemblea per l’elezione
PISTOIA. «Trovare un equilibrio e partire». Non ci sono altre soluzioni secondo Francesco Mati, candidato unico alla presidenza del Distretto vivaistico. Non c’è, soprattutto altro tempo da perdere visto che il presidente uscente Vannino Vannucci è in proroga dal 2013. Per questo stamattina i rappresentanti delle aziende vivaistiche si ritrovano nuovamente a Palazzo di Giano per capire se sia possibile raggiungere un accordo. Se così non fosse, il sindaco Samuele Bertinelli (vicepresidente del Distretto) si vedrà costretto a convocare l’assemblea dei soci, alla quale spetterà scegliere, a maggioranza, il nome del successore di Vannucci.
Un incontro, quello di oggi, chiesto alla luce dell’impasse tra le associazioni, con Cia e Confagricoltura schierate per la presidenza di Mati e Coldiretti per quella del suo ex presidente Riccardo Andreini. Nel frattempo Coldiretti ha parzialmente cambiato rotta, dicendo sì alla presidenza di Francesco Mati (co-titolare di Piante Mati, vivaio pistoiese giunto alla quinta generazione) ma ponendo alcune condizioni. Su tutte, ha specificato il presidente di Coldiretti Mario Carlesi, la carica della vicepresidenza e la revisione dei sistemi di rappresentanza. «È con noi - afferma Carlesi - il 60% delle aziende vivaistiche della provincia».
Secca la replica di Sandro Orlandini, presidente provinciale della Cia: «Ci sembra una quota eccessiva. In ogni caso tra non molto la Regione farà sapere l’esito dell’assegnazione dei consiglieri per il rinnovo degli organismi della Camera di Commercio, e da quello avremo un dato attendibile sul peso reale delle rappresentanze».
Sul nodo della vicepresidenza Orlandini la mette giù dura: «Il fatto che non abbiamo avanzato candidature non significa che possiamo pensare a un Distretto in cui la Cia sia fuori da qualsiasi carica». E allora? Visto che entrambe ambirebbero al ruolo, la vicepresidenza resti di parte pubblica, nella figura del sindaco, com’è adesso.
Mati si tiene defilato dalla querelle sulle cariche e riporta l’attenzione sulla crisi che ha colpito il vivaismo. «L’unica possibilità perché io sia il presidente è che sia il presidente di tutte le associazioni e il garante di tutti gli associati. I problemi delle aziende associate a Cia non sono diversi da quelle di un’azienda associata a Coldiretti. Gli strumenti per uscire dalla crisi li conosciamo. Il nuovo Distretto avrà più poteri, e noi abbiamo la possibilità di usarlo come testa di ponte per uscire dalla crisi. L’importante è che il nuovo presidente sia forte, e quindi eletto da tutte le associazioni».
Mati pensa a «un gioco di squadra con gli altri Distretti italiani». Una sinergia che deve trovare altri interlocutori a livello governativo che non sia il solo Ministero dell’Agricoltura. «Sviluppo economico, Salute pubblica, Finanze. Utilissimi per portare avanti politiche di incremento del verde pubblico». Nell’immediato, c’è da programmare una partecipazione all’Expo che non veda la singola grande azienda protagonista a Milano ma la Pistoia dei vivai, come capitale europea del verde.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
