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Pistoia

Un infermiere da Pescia per il reparto di pediatria

Un infermiere da Pescia per il reparto di pediatria

PISTOIA. Un infermiere in più. Dal presìdio ospedaliero di Pescia al San Jacopo di Pistoia per coprire il fabbisogno di personale di uno dei settori più in sofferenza, quello dell’area materno...

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TOIA. Un infermiere in più. Dal presìdio ospedaliero di Pescia al San Jacopo di Pistoia per coprire il fabbisogno di personale di uno dei settori più in sofferenza, quello dell’area materno infantile.

Non è sufficiente, secondo le stime dei sindacati, per le necessità dell’intera area, situata al primo piano del San Jacopo, e comprensiva di pediatria, ostetricia, blocco parto, patologia neonatale e ambulatori. Con due lavoratrici in maternità e tre assenti per malattie di lungo periodo sarebbero necessari almeno quattro addetti tra infermieri e operatori socio sanitari.

Di questo Cgil, Cisl e Uil credevano di parlare ieri mattina nell’incontro convocato con la direzione aziendale. «Grande sorpresa - afferma Paolo Frosini - quando, e non ce ne vogliano i professionisti presenti, a riceverci non abbiamo trovato né il direttore generale Abati né il direttore amministrativo Luca Cei, delegato alle trattative sindacali». Entrambi impegnati altrove. «Il dottor Luciano Lippi, responsabile delle relazioni sindacali, e la dottoressa Rosy Raffaelli, direttore aziendale delle professioni infermieristiche ed ostriche, hanno ascoltato le testimonianze dei lavoratori presenti con noi all’incontro. Di più non potevano fare. Il dottor Cei, contattato telefonicamente, ha assicurato la sua presenza lunedì». Quando è stato convocato un altro incontro su diverse problematiche, compresa quella della week surgery.

Sono molti, afferma Frosini, i reparti in sofferenza, e l’Azienda risponde con l’evidenza dei fatti, «che non ci sono soldi». Intanto, però, i sindacati chiedono di dare una mano all’area materno infantile, oggettivamente in difficoltà per maternità e malattie non sostituite. Anche se parte degli infermieri e oss che saranno ricollocati dopo la privatizzazione del Villone Puccini sembrano destinati a medicina e chirurgia, la speranza è che un paio di operatori vengano portati in pediatria. (t.g.)

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