Il Tirreno

Pistoia

Niente stipendi arretrati e Tfr, tre dipendenti fanno causa

Elisa Pacini
Un corso di nuoto alla piscina Fedi (foto Gori)
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Un corso di nuoto alla piscina Fedi (foto Gori)

Vertenza al giudice del lavoro contro la società “Acquatica”, che ha gestito le piscine Fedi e Ginestre. Coinvolti anche la Provincia e i Nuotatori Pistoiesi

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PISTOIA. Da più di un anno stanno lottando per avere quello che gli spetta come ex dipendenti di Acquatica, la società che ha gestito fino all'ottobre del 2014 le piscine “Silvano Fedi” in città e “Le Ginestre” di Maresca dopo la vittoria del bando promosso dalla Provincia nel 2010. Acquatica deve a tre lavoratori diverse mensilità arretrate, il Tfr per quasi 10.000 euro a testa e una quota contributiva tutta da chiarire. Oltretutto per due di loro, la fine della gestione della società livornese delle due piscine, ha comportato oltre al danno la “beffa”, ritrovandosi senza lavoro e senza i guadagni regolarmente percepiti, mentre solo uno dei tre è stato riassorbito con un part time nella nuova gestione. Per questo, dopo una riunione tenutasi in Provincia addirittura nel novembre 2013, dopo due lettere inviate insieme ad un avvocato, i tre ex dipendenti delle piscine hanno deciso di portare davanti al giudice del lavoro la loro storia, facendo causa a tre soggetti che secondo loro sono coinvolti nella storia.

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Il primo è la stessa Acquatica, ex datrice di lavoro, la seconda è la Provincia di Pistoia proprietaria degli impianti e il terzo è la Nuotatori Pistoiesi. Quello della storica società natatoria della città, attiva da decenni con la scuola nuoto e soprattutto riconosciuta culla di campioni che hanno portato in alto il nome di Pistoia in Italia e nel mondo, è un nome che fa rumore visto il profilo prestigioso della Nuotatori Pistoiesi, tirato in ballo dai lavoratori perché “coinvolti attivamente nella gestione delle piscine dal 2010 al 2014- come si legge nella lettera inviataci- e contravvenendo al regolamento interno degli stessi impianti”. Se i lavoratori parlano di “inadempienze” per Acquatica, per la Nuotatori Pistoiesi che nel bando del 2010 aveva il ruolo di “ausiliaria”, mettendo a disposizione della società livornese la propria esperienza sul territorio ma rimanendo estranea dalla mera gestione degli impianti, l'accusa è “ingerenza”. Un'accusa da cui la società sportiva si difende tramite una nota ufficiale. “La società Nuotatori Pistoiesi- si legge- è dispiaciuta delle sorti asserite dai lavoratori ma è totalmente estranea a tali vicende e nessuna responsabilità le può essere attribuita”. Il giudice del lavoro di Pistoia ha fissato nel 16 marzo 2016 la data dell’udienza. Una situazione per cui chiamano in causa più e più volte la Provincia di Pistoia soprattutto nel momento del cambio di gestione, avvenuto nel 2014 con un nuovo bando vinto dall'Ati formata da Virtus Buonconvento, Olimpia Colle Val d'Elsa e Cogis Nuoto. Un bando in cui non sono state inserite clausole sociali dedicate proprio al riassorbimento del personale da parte dell'ente pubblico. Clausole che non sono obbligatorie ma nemmeno vietate dalle norme che regolano i bandi di gara promossi dagli enti pubblici.

 

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