Il Tirreno

Pistoia

Blitz all’alba contro il terrorismo islamico

Perquisite dalla Digos alla ricerca di armi ed esplosivi le abitazioni di cittadini stranieri con frequentazioni sospette

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PISTOIA. Perquisizioni in città e provincia nell'ambito di un’operazione antiterrorismo. Nel mirino degli investigatori della Digos, diretti dal vicequestore Luigi Larotonda, le abitazioni di alcuni cittadini islamici, di nazionalità marocchina, tunisina e pakistana.

I poliziotti della questura di Pistoia, fin dall'alba di ieri, sono stati impegnati, su disposizione della procura della Repubblica di Pistoia, prevalentemente nella ricerca di armi ed esplosivi. Quattro le abitazioni perquisite al momento, delle quali tre a Pistoia e una nel Quarratino, ma la Digos non ha scoperto né armi né esplosivi. Al vaglio invece la documentazione trovata, che sarà sequestrata qualora fosse giudicata di interesse investigativo.

Le perquisizioni scattate a Pistoia rientrano nell'ambito di un'operazione più vasta, che ha visto analoghi accertamenti in altre province della Toscana, ma sono anche l'epilogo di una lunga attività di controllo da parte degli uomini della Digos che, negli ultimi mesi, hanno sorvegliato molti cittadini di fede islamica che frequentano la moschea di Pistoia, in un capannone industriale della zona di Sant'Agostino.

La loro attenzione si è concentrata in particolare su quattro di loro, le cui abitazioni erano frequentate, con un via vai sospetto, da cittadini islamici con precedenti penali legati anche al mondo dello spaccio di stupefacenti: quello del traffico di droga è ritenuto uno dei principali canali attraverso i quali i terroristi islamici finanziano la propria attività.

Le perquisizioni, oltre ai poliziotti in forza alla Digos, ha visto impegnati in appoggio anche colleghi della mobile e dell'ufficio di gabinetto: in tutto, una quindicina di agenti.

Complessivamente, a livello regionale, sono una decina le persone considerate vicine all’Islam radicale le cui abitazioni sono state perquisite ieri mattina dagli uomini delle varie Digos interessate perché sospettate di possedere o fabbricare armi. L'operazione è scattata nell’ambito di un'attività d'iniziativa della polizia, coordinata dalla Direzione centrale polizia di prevenzione del Viminale. In base a quanto emerso, oltre che a Pistoia non sono state trovate armi neppure nelle altre province interessate (Prato, dove è stata perquisita l’abitazione di un pakistano, Firenze e Grosseto). È stato acquisito, anche in questo caso, solo materiale documentale, anche archiviato su supporti informatici, ora al vaglio degli investigatori.

Tornando a Pistoia, fin dai primi anni di recrudescenza del terrorismo islamico il compito degli investigatori della Digos della questura di via Macallè è stato quello di monitorare costantemente gli spostamenti e le frequentazioni dei cittadini di fede islamica residenti nella nostra provincia, in modo tale da intervenire al nascere dei primi sospetti. Non è stato quindi un caso che le perquisizioni abbiamo riguardato soltanto le abitazioni di quattro persone, quelle, come detto, che negli ultimi tempi avevano incontrato soggetti considerati a rischio per i loro precedenti penali. Ma che comunque, a livello di comportamenti personali, non hanno mai generato alcun tipo di sospetto.

Massimo Donati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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