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L’ex Caffè Valiani non sarà un bistrot: sfuma l’affare con Savigni

Eleonora Ferri e Fabio Calamati
L'ex caffè Valiani di via Cavour (foto Gori)
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L'ex caffè Valiani di via Cavour (foto Gori)

Intanto i proprietari dell’antico locale impugnano anche davanti al Consiglio di Stato il no del Comune nel 2013 a destinazioni diverse da quella storica

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PISTOIA. Le porte dello storico e prestigioso Caffè Valiani, in via Cavour a Pistoia, serrate ormai dal 2011, per il momento resteranno ancora chiuse. Anche la trattativa con l’azienda agricola Savigni di Pavana sembra essere saltata. «Non se ne fa nulla, siamo fuori dalle contrattazioni» fa sapere Niccolò Savigni.

A fine 2014 Savigni, insieme ad altri soci, aveva proposto di trasformare l’ex caffè in un bistrot, ma la trattativa non sembra essere andata a buon fine. La famiglia Valiani, proprietaria dello storico locale, conferma che per adesso la situazione è in stallo. «Rimaniamo in attesa di qualcuno che si presenti e faccia offerte» spiega Ginevra Valiani.

Una strada tortuosa, quella del Caffè Valiani, dalla sua chiusura nel 2011. Dopo la chiusura, la proprietà Valiani riceve un’offerta per affittare i locali di via Cavour da parte della ViBanca. Un’offerta e una trattativa, però, che non trovano il via libera da parte del Comune di Pistoia, che con il Piano per la città storica aveva messo il veto sulla destinazione d’uso del fondo. Nel 2013 la famiglia Valiani ha fatto ricorso al Tar, vincendolo anche (almeno in parte) ma intanto ViBanca si è diretta altrove ed ha aperto i battenti in via degli Orafi.

Occasione persa, quindi. Poco male, si disse allora: le voci di una trattativa ormai vicina alla positiva conclusione con i fratelli Savigini, noti salumieri di Pavana, erano infatti nell’aria. E invece niente: l’idea di aprire un bistrot di lusso di fianco alla splendida chiesa di San Giovanni Forcivitas, è destinata a rimanere, appunto, solo un’idea.

Ma i Valiani non demordono. E se il Tar (sentenza del maggio 2014) ha già riconosciuto che il “no” alla banca nell’ex storico Caffè era ingiustificato, da parte del Comune. la famiglia ha presentato nei giorni scorsi un ricorso al Consiglio di stato contro la decisione del tribunale amministrativo toscano.

I Valiani questa volta chiedono che i giudici amministrativi diano loro ragione su tutti i punti sollevati nel ricorso del 2013, in modo che sia sancita “libertà di impresa per tutto l’edificio e non solo per una sua parte”, come sintetizza il dirigente dell’ufficio legale del Comune, Vito Papa.

Non solo: il ricorso al Consiglio di stato chiede anche che alla famiglia Valiani sia riconosciuto dal Comune un indennizzo per il mancato affare con la ViBanca, indennizzo che il Tar della Toscana aveva ritenuto ingiustificato. Di fronte a questa mossa dei Valiani, anche il Comune ha deciso di presentare un appello incidentale al Consiglio di stato per difendere il provvedimento che bloccò l’operazione ViBanca. Per il delicato incarico Palazzo di Giano ha deciso di affidarsi ad uno degli avvocati toscani più esperti in materia di diritto amministrativo, Vittorio Chierroni di Firenze.

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