Lutto
Ospedale, poco personale nell’area materno infantile
I sindacati incontreranno Abati: stress e disagi, mancano almeno 4 operatori. Se non vengono sostituiti sia chiusa una parte della patologia neonatale
PISTOIA. Un’assemblea tra sindacati e lavoratori dell’Area materno infantile in settimana, un incontro fissato con la direzione per venerdì 13. I sindacati chiedono il potenziamento del personale nell’Area dedicata alle cure dei bambini e diretta dal primario Rino Agostiniani.Uno dei comparti del San Jacopo che l’Asl ritiene un’eccellenza e che ha bisogno, secondo Cisl e Uil (ma all’assemblea e al prossimo incontro sarà presente anche la Cgil) di più operatori. La richiesta viene ripetuta, come un refrain, dall’inagurazione del San Jacopo, nel luglio 2013. Le sostituzioni, affermano Roberto Rossi della Cisl Fp, e Paolo Frosini della Uil Fpl, non sono più rimandabili.
«Gli operatori si stanno sacrificando con spirito di abnegazione e attaccamento al lavoro encomiabile, ma com’è stato ripetuto nell’assemblea da un dipendente, i rischi sono loro nel caso succeda qualcosa. E sono rischi di natura penale. Se non sarà possibile sostituire il personale mancante chiederemo - afferma Frosini - di chiudere una parte della patologia neonatale». Di rendere cioé indisponibili tre degli otto posti letto. «Che l’Area materno infantile sia in sofferenza - affermano Rossi e Frosini - è cosa nota da quando è stato aperto il nuovo ospedale. Mancano sia operatori socio sanitari che infermieri. Ora ci sono due maternità e due dipendenti in malattia per gravi motivi di salute. Nella patologia neonatale sono presenti macchinari che necessitano non solo di professionalità specifiche, ma anche di un impegno maggiore in termini di tempo. Il personale è sovraccaricato di lavoro. Quando c’è bisogno di ricoverare più bambini la difficoltà è tangibile». Bambini che in alcune occasioni vengono dirottati verso altri ospedali della Toscana.
A Pescia è rimasto, com’è noto, un punto nascite. «Ma ad oggi - evidenziano Rossi e Frosini - non è stato attivato il servizio di Day service per consentire di svolgere esami e accertamenti all’interno dell’ospedale. Resta il problema della mancanza di una sala d’aspetto per la pediatria, con le famiglie costrette ad attendere in uno spazio angusto. Per questo problema si è mosso anche il sindaco Oreste Giurlani». Cisl e Uil concordano con quanto affermato dall’Intersindacale medica: pochi posti letto e poco personale. Una situazione «di cui la politica deve prendere atto». «Nell’area medica chirurgica abbiamo avuto due operatori socio sanitari per 54 posti letto. Una proporzione non accettabile. Se per gli infermieri sta esplodendo il rischio professionale, per gli oss è già concreto quello fisico. Spostare pazienti, letti, dover prendersi cura di troppe persone rischia di minare la salute».
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