Sicurezza
Poste, assemblee contro i tagli degli uffici
Ancora colpita la montagna. Marmo: chiusure inaccettabili. No secco anche dal Comune di Pistoia
PITEGLIO. Sulla Montagna pistoiese è di nuovo strage di uffici postali. Il nuovo piano di razionalizzazioni di Poste Spa prevede 63 chiusure e riduzioni di orario per 37 uffici in Toscana. Nella nostra Provincia ancora una volta i tagli, previsti per la primavera, colpiranno le zone montane e collinari. Fra gli uffici da depennare compaiono Cireglio, Le Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa di Baggio nel comune di Pistoia (per Piteccio, riduzione d’orario). “Uno schiaffo a chi abita in montagna– spiegano dal ristorante Melini di Pracchia – prima i tagli e il blocco delle corse ferroviarie, ora l’ufficio postale. E si parla della chiusura della caserma dei Carabinieri. L’ufficio postale è un servizio essenziale. Stava aperto 3 giorni la settimana, ma sopprimerlo creerà grosse difficoltà, anche per gli altri paesi serviti: Lagacci, Orsigna e Pontepetri”. “Verrà meno un presidio – spiega Marco Frediani della Proloco di Cireglio – in una comunità che cerca di risollevarsi in piedi. Ci mobiliteremo”. “Tagli inaccettabili – scrive l’amministrazione comunale di Pistoia – appresa l’eventualità di nuove chiusure, attraverso l’assessore Mario Tuci, abbiamo chiesto chiarimenti alla direttrice provinciale di Poste, esprimendo contrarietà ad un’ipotesi che impoverirebbe il territorio di presidi importantissimi in aree già vessate dalla crisi economica e dal progressivo impoverimento di servizi pubblici e privati, penalizzando le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, che hanno difficoltà a spostarsi e poca dimestichezza con le procedure on-line. Dovrebbero percorrere lunghe distanze anche per ritirare la pensione o pagare un bollettino. Non appena riceveremo in via ufficiale il piano industriale, valuteremo le azioni formali per opporci all’attuazione”.
Chiusure previste a Montemagno di Quarrata, San Baronto e Tobbiana, riduzioni per Momigno (Marliana). Comune di Piteglio di nuovo sotto la scure con chiusura prevista per Calamecca e riduzioni d’orario a Popiglio. “Nessuno vuole sottrarsi alla necessità di una rimodulazione dei servizi – spiega il sindaco Luca Marmo - ma ancora una volta si procede in modo indiscriminato, senza concertazione coi sindaci, cosa che invece potrebbe portare ad un contenimento degli orari più distribuito sugli uffici, con economie anche maggiori, a vantaggio dei cittadini e dell’azienda. Il nostro Comune aveva già dato un contributo importante. L'ufficio del capoluogo funziona 3 giorni la settimana, quello di Prataccio 2, gli uffici de La Lima e Prunetta sono stati chiusi. Con Calamecca sarebbe smantellato l'ultimo presidio nella zona della Val di Forfora, mentre Popiglio, la frazione più popolosa, verrebbe penalizzata. Mi pare evidente che il piano vada rivisto. Ho chiesto un incontro al Prefetto. Venerdì 13, in consiglio comunale, approveremo una mozione contro i nuovi tagli”. “Ho chiesto alla Regione di convocare tutti i sindaci– spiega Oreste Giurlani, presidente di Uncem – faremo una battaglia fino in fondo, senza escludere anche qualche sit-in. Queste razionalizzazioni sono inaccettabili, specie adesso che la pressione fiscale aumenta”.
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