Sicurezza
Beffa Imu per gli alluvionati
Protesta di coltivatori e vivaisti quarratini: vogliamo delle agevolazioni, il maltempo ci ha distrutto i raccolti
QUARRATA. Vivere coltivando la terra a Quarrata, dove gli allagamenti non sono più un evento eccezionale. Perdere un intero raccolto, in piena estate, per l’ennesima emergenza affrontata nella Piana. E alla fine, dover pagare puntualmente le tasse. Oltre al danno, anche la beffa (monetizzata) per i residenti delle frazioni a elevato rischio idrogeologico. Quarrata, «a differenza di altri Comuni, come quelli montani, esentati dal pagamento dell’Imu sui terreni agricoli», non gode di alcun beneficio. Paga però il pieno prezzo di un territorio fragilissimo. E adesso i cittadini, attraverso Daniele Manetti del Comitato contro le alluvioni, tornano a denunciare la “beffa” Imu, le rendite catastali sui terreni ben al di sopra delle medie regionali e nazionali, e il totale abbandono da parte delle istituzioni nonostante le innumerevoli richieste avanzate negli anni su manutenzione del territorio e tasse alleggerite
. Franco Gori, coltivatore diretto della Ferruccia, durante gli allagamenti di fine luglio 2014, ha perso tutto. Pomodori, insalata, zucchine: non si è salvato niente. La terra non si è mai asciugata. Adesso stringe tra le mani la rata dell’Imu. «Il mio dovere – dice – è quello di pagare le tasse, ma il loro – sottolinea sugli enti che battono cassa – è quello di tenere il territorio in condizioni tali da permettermi di lavorare e di avere un reddito. Ora viene fuori che c’è l’assicurazione per queste cose. Prima – ribadisce – bisogna mettere in sicurezza il territorio. Altrimenti si assicura un danno certo». «A Quarrata – continua Daniele Carradori, residente di via di Mezzo – siamo a lottare con l’acqua. Eppure la legge non tiene conto di queste nostre problematiche, così com’è stato fatto per altre zone. Il Comune inoltre, potrebbe attuare una serie di iniziative, ma non lo fa. Le soluzioni per mettere in sicurezza il territorio, ci sarebbero. Da anni, come sostiene il Consorzio, c’è un progetto per la Senice ma non si sa su quale scrivania si sia fermato. Più volte inoltre abbiamo sollecitato l’installazione di idrovore: mai messe».
«Alle nostre richieste di intervento protocollate in Comune attraverso il documento “fossi al collasso”, gli amministratori - spiega Manetti – non hanno ancora risposto. Lo abbiamo presentato a novembre». Stessa cosa per il piano delle idrovore. Gori ha anche avanzato la proposta di trasformare il laghetto del Mollungo in un invaso naturale ma, dice, «so già che non lo faranno mai». Carradori inoltre, che ha sia un terreno agricolo che appezzamenti affittati a vivaio, fa notare come la situazione allagamenti sia diventata insostenibile anche per le aziende del verde. Già nel 2012, il Comitato aveva chiesto al governo Mazzanti, appena eletto, che Quarrata venisse suddivisa in zone e che quelle a rischio idrogeologico elevato avessero almeno delle agevolazioni sull’Imu. La proposta non è mai stata accettata.
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