Il Tirreno

Pistoia

Pazienti in fuga per i pochi posti letto

Tiziana Gori
Il Pronto soccorso del San Jacopo (foto Gori)
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Il Pronto soccorso del San Jacopo (foto Gori)

L'Intersindacale confuta i dati Asl su fughe e caos al Pronto soccorso durante il boom delle influenze

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PISTOIA. Fughe diminuite? Al contrario, in aumento secondo l’Intersindacale medica, che confuta le dichiarazioni del direttore generale Roberto Abati in merito a fughe dei pazienti e caos al Pronto soccorso.

Fughe. «Le fughe sono calate di 360 unità rispetto al 2012 secondo l’Asl3, con una diminuzione del 2,6%. Ma è evidente che se cala il numero totale dei ricoveri, la riduzione delle fughe ne è una prevedibile conseguenza. A noi risulta un calo dei ricoveri del 4,4%, il che porterebbe addirittura ad un aumento percentuale dei ricoveri in altri ospedali. Al dottor Abati risulta che i pistoiesi si rivolgono alle strutture ospedaliere esterne, nella grande maggioranza dei casi, per interventi chirurgici, procedure diagnostiche e terapie mediche di elevata complessità. I dati dell’Agenzia regionale di sanità non consente di condividere questa opinione, perché circa il 65% delle fughe corrisponde a ricoveri di bassa o media complessità, che potrebbero quindi essere eseguiti in larga parte tranquillamente nei presìdi ospedalieri pistoiesi».

Posti letto. Allora perché i pistoiesi vanno via? Per l’assenza di posti letto, secondo l’Intersindacale: «Il rapporto posti letto ogni mille abitanti nella Asl 3 è di 2,33, lontano da quello indicato dalla Regione (3,17/1000 abitanti), il quale a sua volta è inferiore alla percentuale indicata dal Ministero. Conclusione, mancano un bel po’ di posti letto. Il tutto - dice l’Asl - verrà compensato dal potenziamento del territorio. Dove? Come? Quando? - ironizza l’Intersindacale - Molti di noi erano neo laureati (si parla di 30 anni fa) e già se ne parlava. Un’altra favola è quella dei posti letto a disposizione a Careggi, per cui in maniera rocambolesca quel 2,33 diventa “simile” al 3,17. Non sapevamo di avere a disposizione una sorta di depandance nella città gigliata. Ovviamente pagando».

Il caos al Pronto soccorso per l’influenza. «Il responsabile dell’Area funzionale medica ha affermato che il caos al Pronto soccorso è in relazione all’epidemia di influenza. Il fenomeno quest’anno sarebbe particolarmente forte perché le persone non si sono vaccinate. Ma che emergenza è - accusa l’Intersindacale - un’emergenza che si ripete tutti gli anni? Quante sono le diagnosi di influenza formulate a Pistoia? E quello che è successo ad agosto 2014, colpa anche quello dell’influenza? L’ultimo numero di “Toscana medica” parla di un aumento delle vaccinazioni. Poi, come viene fatta la promozione della salute? Quante sono le risorse destinate alla prevenzione? Qualche problema sembra sussistere tenacemente da anni anche sugli screening oncologici. Nella Asl pistoiese - chiude il sindacato dei medici - si scrivono quotidianamente due sceneggiature. Una è quella degli operatori, che si confrontano con carichi di lavoro insostenibili, aggravati da profili organizzativi inidonei alla realtà locale. Operatori che ci segnalano sempre di più sintomi di grave stress come ansia e disturbi del sonno. L’altra è quella della direzione, e su quest’ultima continuiamo con un po’ di rassegnazione a non capire. Di una cosa però siamo convinti: nello spazio tra questi due mondi sempre più lontani si consuma la credibilità dei singoli e dei ruoli».

 

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