Il Tirreno

Pistoia

No alla sala giochi nella ex pizzeria

Beatrice Faragli
L'interno di una sala giochi
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L'interno di una sala giochi

Parere negativo del Suap perché l'area è in parte residenziale. Imprenditrice impugna il regolamento urbanistico al Tar

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UARRATA. «Sono luoghi dove la gente si rovina economicamente e psicologicamente». Il Comune di Quarrata dice no all’apertura di una sala giochi a Olmi. La decisione, basata sulla normativa comunale, non è ovviamente piaciuta alla richiedente che, il 22 gennaio scorso, ha impugnato il regolamento urbanistico di fronte al Tar. Per resistere al ricorso, la giunta Mazzanti ha appena affidato l’incarico all’avvocato Mauro Giovannelli (Prato). Il costo dell’operazione ammonta a quasi 8600 euro. «La nostra volontà politica – spiega il sindaco Marco Mazzanti – è quella di limitare al massimo il gioco d’azzardo sul nostro territorio. Le sale sono luoghi in cui la gente si va a rovinare». «Almeno là dove la normativa ce lo consente, stiamo cercando – sottolinea l’assessore Stefano Lomi – di evitare qualsiasi tipo di apertura. Non vogliamo che Quarrata diventi una città a alta concentrazione di gioco d’azzardo».

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Già nel 2013, il Comune aveva vietato la nascita di una nuova sala slot in viale Montalbano. In quel caso a pesare sulla decisione, fu anche la vicinanza del liceo artistico Petrocchi. Stavolta il parere negativo, rilasciato dal Suap il 24 novembre scorso, si basa essenzialmente sul fatto che l’area in questione è mista-residenziale. «In zone di questo tipo – spiega l’assessore Francesca Marini – non è consentito aprire una sala giochi per incompatibilità con la normativa comunale. Nel regolamento urbanistico (del 2008, ndr) ci sono infatti norme che disciplinano le aree in cui possono essere aperte determinare attività». Marini spiega anche che mentre «il Comune ha rilasciato parere negativo all’apertura della sala, la Questura l’ha invece autorizzata». Si tratta però di un profilo che riguarda esclusivamente l’ordine e la sicurezza pubblica. Cosa ben diversa è la normativa urbanistica che, nel caso quarratino, boccia la nuova attività. La vicenda però non si è fermata negli uffici del palazzo. La richiedente infatti, una signora residente a Quarrata, a gennaio ha fatto ricorso al Tar per l’annullamento degli articoli del regolamento urbanistico citati nel parere negativo del Suap. Il Comune, come detto, è pronto a resistere. Dall’amministrazione comunale sottolineano quanto slot machine, video poker e macchinette varie, incidano sulle richieste avanzate ai servizi sociali per ricevere aiuti economici.

 

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