Gioco
Dirigenti dell’Asl di Pistoia dovranno risarcire quasi 200mila euro
Incarico esterno inutile e dannoso: condannati l’ex direttore Scarafuggi e l’ex responsabile amministrativo Simonetti
PISTOIA. Per quell’incarico ripetutamente affidato con un contratto di collaborazione ad un professionista esterno all’Asl 3, lo scorso novembre la procura di Pistoia aveva chiesto il suo rinvio a giudizio per il reato di abuso d’ufficio. Ma la prima sentenza ad arrivare è stata quella della Corte dei conti della Toscana, che, per quella stessa vicenda, lo ha condannato al risarcimento del danno erariale causato: l’ex direttore generale dell’azienda sanitaria pistoiese, Alessandro Scarafuggi, dovrà versare nelle casse dell’Erario poco meno di 130.000 euro, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione.
I giudici fiorentini hanno ritenuto responsabile del danno, anche se unicamente per una condotta giudicata colposa, l’ex direttore amministrativo: Stefano Simonetti è stato condannato al pagamento di 60.000 euro.
L’indagine della procura della Corte dei conti era scattata in seguito a una denuncia presentata dal collegio dei sindaci revisori dell’Asl 3 sull’incarico professionale che Scarafuggi, con il parere favorevole di Simonetti, aveva conferito, con una delibera del 4 giugno 2007, ad Alberto Cesare Ruffini. Un incarico di “Co.co.co” fino al 31 dicembre 2008 – ma poi rinnovato ripetutamente fino al 31 dicembre 2012 – per lo svolgimento di attività di “Communication, marketing, fundraising e relazioni esterne in ambito sanitario”. Costo a carico del bilancio aziendale per il primo anno e mezzo, quasi 70.000 euro, oltre al rimborso spese per eventuali trasferte.
Già l’8 giugno 2007 i sindaci revisori, chiedendogli di sospendere la sua delibera, avevano contestato al direttore generale il fatto che all’interno dell’Asl esistevano già figure professionali in grado di soddisfare le esigenze di una completa ed organizzata strategia comunicativa aziendale. E il mese successivo gli avevano fatto presente che quella spesa avrebbe potuto costituire un danno per l’azienda. Tuttavia, Scarafuggi era andato avanti. Non solo: negli anni aveva rinnovato più volte il contratto, aumentandone anche il compenso, a Ruffini, che si era poi dimesso il 25 maggio 2012.
Al termine delle indagini affidate alla Guardia di finanza di Pistoia, la procura contabile è arrivata alla conclusione che, con quella sua decisione, Scarafuggi si è reso responsabile di una spesa “inutile e dannosa”: «Non vi era alcuna necessità di affidare ad un soggetto esterno le competenze già "coperte" dal personale in servizio», spiega la procura, sottolineando inoltre «l'assenza del requisito soggettivo per il signor Ruffini, non qualificabile come un "soggetto di particolare e comprovata specializzazione". Nel suo curriculum emergeva unicamente un analogo incarico di "Responsabile del settore relazioni esterne, marketing, communication" dell’Asl 1 di Massa Carrara».
Incarico attribuitogli dallo stesso Scarafuggi quando era direttore generale di quella Asl.
Per quanto riguarda Simonetti, la Corte dei Conti ha ritenuto non sufficiente la sua parziale dissociazione dai comportamenti di Sacarfuggi, avvenuta solo in occasione dell’ultimo rinnovo del contratto, quando aveva negato il proprio parere favorevole.
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