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bambini contesi

Caso Barli, l’avvocato attacca il Comune: è inadempiente

I coniugi Catiuscia e Stefano Barli
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I coniugi Catiuscia e Stefano Barli

Pistoia, l’accusa di Simone Castagnoli: «Prima hanno detto che i bambini non potevano stare in famiglia, poi non li hanno dati in affidamento»

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PISTOIA.«Quello commesso è un inadempimento che costituisce reato». Nessun dubbio e un unico grande interrogativo per Simone Castagnoli, l’avvocato di Stefano Barli, l’uomo salito quattro volte sul Battistero per protestare contro l’affidamento dei suoi figli ad un’altra coppia.

L’avvocato critica la mancata attuazione da parte dei servizi sociali del Comune di Pistoia, del primo provvedimento del tribunale dei minori di Firenze, quello datato 6 agosto 2012. Con quell’atto veniva disposto l’allontanamento dei due figli di Stefano Barli e della moglie Catiuscia Grossi dalla famiglia d’origine e il loro affidamento a un altro nucleo familiare. «Sono state le assistenti sociali a fare la segnalazione. Per loro – ricorda Castagnoli – quei bambini non potevano restare in famiglia, a tal punto da chiederne l’allontanamento. Poi però, quando il provvedimento del tribunale è arrivato, non lo hanno messo in atto. Perché, se davvero – come loro sostengono – c’era un rischio per questi bambini, li hanno lasciati per quasi due anni nella famiglia da cui volevano allontanarli?. Hanno solo avuto la sfacciata fortuna di non essere denunciati».

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Lunedì in consiglio comunale, era stata l’assessore al sociale, Tina Nuti, ad affrontare la questione del provvedimento del 6 agosto 2012. Sulla mancata esecuzione del primo provvedimento del tribunale, l’assessore Nuti ha spiegato che «una volta reperita la famiglia, mancavano 15 giorni all’udienza della corte d’appello sul ricorso dei Barli. Per questo motivo il servizio ha deciso di non dare avvio all’affidamento. Il decreto infatti, disponeva l’allontanamento ai soli fini del collocamento in famiglia affidataria».

«Questo – commenta adesso l’avvocato Castagnoli – è solo un maldestro tentativo di giustificare quanto abbiamo fatto emergere davanti al ministro Orlando». Il 30 gennaio infatti, Stefano Barli e la moglie Catiuscia, accompagnati dal loro legale, e alla presenza dell’assessore Nuti, hanno incontrato a Roma il ministro della Giustizia. Orlando aveva promesso a Barli di riceverlo durante la trasmissione “Chi l’ha visto” del 28 gennaio, quando il ministro, con una telefonata in diretta tv, ha convinto l'ambulante a scendere dal Battistero di Pistoia, dove l'uomo era salito per protesta. «Non dando seguito alla decisione del tribunale – sottolinea Castagnoli – hanno commesso un inadempimento che costituisce reato».

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di Redazione web