Il Tirreno

Pistoia

la città che cambia

Milioni in gioco sul recupero dell'ex ospedale del Ceppo

di Fabio Calamati
Milioni in gioco sul recupero dell'ex ospedale del Ceppo

Pistoia, l'Asl dovrà recuperarne 18 dalla vendita di una parte degli edifici. E nella bozza di accordo il Comune è chiamato ad un possibile rimborso. Intanto slitta la presentazione dell'accordo di programma

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PISTOIA. Sarà presentato con ogni probabilità lunedì 9 febbraio a Firenze l'accordo di programma tra Regione, Comune e Asl che disegna il futuro dell'ex ospedale del Ceppo, inattivo ormai dal luglio 2013 per l'apertura del nuovo ospedale San Jacopo alle porte della città. La conferenza stampa di presentazione - espressamente richiesta dal presidente Enrico Rossi a Firenze - si doveva svolgere lunedì 2 ma per una serie di contrattempi l'appuntamento è saltato. Due giorni dopo, la commissione 2 del consiglio comunale potrà esaminare l'accordo, alla presenza del direttore generale della Regione Antonio Barretta.

In realtà le linee fondamentali del documento sono già definite, come Il Tirreno ha potuto anticipare sull'edizione di lunedì 2. Anticipazione che ha durante il consiglio comunale ha suscitato commenti risentiti soprattutto da alcuni consiglieri di opposizione (Alessio Bartolomei, Pistoia Futura; Annamaria Celesti, Forza Italia) che inutilmente avevano ripetutamente chiesto alla giunta di conoscere il documento. Rispondendo loro, il sindaco Samuele Bertinelli ha spiegato che la riservatezza osservata dal Comune era frutto di una richiesta espressa della Regione, che ci tiene a presentare ufficialmente un atto in cui sono contenuti impegni importanti dal suo punto di vista. Bertinelli ha anche precisato che, non appena reso pubblico, il documento verrà trasmesso alla commissione consiliare competente e quindi al consiglio, che potrà esaminarlo. Un passaggio, questo, non previsto dalle norme (l'accordo di programma deve essere firmato dal sindaco), ma che Bertinelli ritiene opportuno, visto che alcune delle più importanti scelte che deriveranno dall'accordo stesso saranno, queste sì, di competenza del consiglio comunale. Ad esempio, la decisione di accogliere nel patrimonio del Comune la parte monumentale-storica dell'ospedale del Ceppo e anche il padiglione Cassa di risparmio.

Il sindaco ha infine precisato che il testo dell'accordo allegato al decreto presidenziale della presidente dellla Provincia Federica Fratoni, firmato il 14 gennaio, è solo una bozza incompleta (in effetti nel testo mancano diverse cifre e date), che era stata inviata per consultazione e che invece ha finito, per errore, con l'essere approvata. La sostanza dell'accordo, comunque, dovrebbe essere già tutto nella bozza (Bertinelli ha parlato di "poche virgole significative" di differenza) resa nota dal Tirreno.

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Non è comunque in discussione la portata di grande rilevanza dell'operazione recupero del Ceppo, che praticamente porterà alla realizzazione di un intero nuovo quartiere a due passi da piazza del Duomo, con abitazioni, negozi e uffici immersi nel verde, con strade senza auto (i parcheggi saranno tutti sotterranei) ed edilizia di qualità garantita, tra l'altro, dal fatto che i lavori di urbanizzazione saranno eseguiti direttamente dal Comune (anche se finanziati dalla Regione). Ricordiamo che in base alle destinazioni ormai consolidate da anni, la parte antica del Ceppo (che affaccia su piazza Giovanni XXIII) ospiterà il museo dei ferri chirurgici, la biblioteca medica "Romagnoli", ma anche il Museo civico e la Casa della città, un moderno '"urban center". Nel padiglione Cassa di risparmio troveranno posto gli uffici comunali oggi sparsi in città e la succursale del liceo artistico Petrocchi. La parte moderna dell'ex ospedale (quella che si apre su viale Matteotti) conserverà invece la destinazione sanitaria, con ambulatori, uffici, la sede del Distretto e così via.

Rispetto alle previsioni urbanistiche del Comune, la novità più rilevante contenuta nell'accordo è la scelta di accogliere al piano terra dell'ex convento di Santa Maria delle Grazie una serie di negozi di vicinato (cioè di dimensioni relativamente piccole, massimo 250 mq). Confermata invece la destinazione direzionale per il primo piano e quella residenziale per il vicino edificio della radioterapia. La chiesa e le sue pertinenze saranno invece restaurati e resi fruibili al pubblico. Ex convento e radioterapia fanno parte di quell'insieme di edifici del vecchio Ceppo (i cosiddetti edifici del Piloto, dove ci sono le cucine e la centrale termica; il padiglione Lazzereschi; l'area di via del Frantoio; la palazzina Avis)  che potranno essere ristrutturati a destinazione residenziale (e in parte commerciale) e dalla cui collocazione sul mercato l'Asl dovrebbe ricavare i 18 milioni di euro previsti come suo contributo al finanziamento del nuovo ospedale San Jacopo (costo complessivo, 151 milioni, di cui 44 dallo Stato, 48 dai privati che l'hanno costruito e  35 dalla Regione).

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E' chiaro che questo è un punto particolarmente delicato. Proprio per questo nel 2012 la Regione, attraverso l'Agenzia del demanio, ha chiesto una valutazione della sostenibilità dell'operazione. Le stime dei possibili ricavi sono contenute nelle premesse all'accordo di programma: 12,8 milioni di euro se gli interventi saranno di carattere ordinario, che possono salire fino a 19,7 con obiettivi di alta qualità. Ora, il Comune ha detto sin dall'inizio che nel quadro di una operazione così importante come il recupero del Ceppo, la qualità deve essere al primo posto: la parte "profit" del recupero dovrà consentire la realizzazione di un quartiere moderno, pieno di verde, in cui le auto circoleranno solo sotto la superficie. Comune per inserire nell'accordo un'indicazione finanziaria, si è scelto di fare la media tra le due stime, fermandosi a 16,2 milioni di euro.

Per garantire l'Asl sul raggiungimento dell'obiettivo dei 18 milioni di euro, comunque, il Comune si impegna - stando alla bozza dell'accordo - a versare all'azienda sanitaria la differenza tra la cifra ricavata dalla dismissione degli immobili e l'obiettivo dei 18 milioni, fino ad un limite massimo di 2 milioni, che saranno pescati dai proventi degli oneri di urbanizzazione che i privati che opereranno all'interno del Ceppo dovranno versare. I conti si faranno entro sei anni dall'approvazione del piano particolareggiato con cui il Comune tradurrà in atti concreti gli impegni dell'accordo di programma.

E' proprio questa "clausola di salvaguardia" che ha già suscitato le critiche del consigliere comunale Alessio Bartolomei: il dibattito, comunque, è rimandato a quando il consiglio comunale conoscerà il testo ufficiale dell'accordo.

 

 

 

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