Il Tirreno

Pistoia

criminalità

Sgominata banda di pendolari del furto

Massimo Donati
La refurtiva e gli arnesi da scasso sequestrati dalla polizia ai quattro arrestati (foto Gori)
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La refurtiva e gli arnesi da scasso sequestrati dalla polizia ai quattro arrestati (foto Gori)

In manette quattro giovani pugliesi bloccati in centro a Pistoia dalla polizia a bordo di un'auto piena di gioielli e oggetti preziosi dopo un colpo messo a segno in una villetta a Montecatini

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PISTOIA. Sapevano che da qualche giorno erano arrivati in città, probabilmente con l’obiettivo di mettere a segno qualcuno dei reati per i quali alle spalle avevano già dei precedenti. E, individuato l’albergo in cui alloggiavano, nel centro di Pistoia, li hanno attesi al varco. Ai polsi dei quattro giovani foggiani le manette della polizia sono scattate nella notte tra sabato 31 gennaio e domenica primo febbraio. Bloccati dalle pattuglie della questura che presidiavano la zona di Porta San Marco, nella loro auto i poliziotti hanno trovato il bottino di un furto compiuto poco prima in una villetta di Montecatini. Assieme a passamontagna, arnesi da scasso, ricetrasmittenti e oggetti preziosi probabile refurtiva di altri colpi.


Accusati di furto, a finire in carcere sono stati Adriano Leone, 28 anni, Giuseppe Furio, 23, Cristoforo Aghilar, 31, e Rocco Battaglini, 24. I quattro, tutti residenti a Orta Nova, in provincia di Foggia, saranno interrogati dal gip del tribunale, chiamato a convalidare l'arresto e a disporre nei loro confronti eventuali misure cautelari restrittive.


Come ha spiegato il questore di Pistoia Salvatore La Porta, il loro arresto è stato possibile grazie ad un controllo del territorio messo in atto in modo “intelligente”, con la capacità cioè da parte dei poliziotti impegnati nei servizi di prevenzione di cogliere anche il seppur minimo particolare sospetto. Come hanno fatto gli agenti della pattuglia della Squadra volante che, sabato pomeriggio, hanno scorto l’auto dei ladri – un’Alfa 159 – parcheggiata in modo inconsueto (con le quattro frecce accese) lungo via Cavallerizza.

Una chiamata alla centrale, l’intuizione del poliziotto in servizio nella sala operativa su quel numero di targa simile a quello segnalato dopo un furto in un’abitazione, la conferma che l’auto apparteneva a un pregiudicato foggiano e che (come risultava in archivio da un controllo effettuato in strada qualche tempo sempre nella nostra provincia) era in uso ad altri quattro giovani pugliesi, anche loro con precedenti, che avevano da un paio di giorni preso alloggio senza apparente motivo in un Bed&breackfast del centro... Immediatamente è scattato l’allarme “pendolari dei furti”.


A quel punto, in collaborazione tra Squadra mobile e Squadra volante, è stata tesa la rete. La descrizione di auto e occupanti è stata diffusa a tutte le pattuglie della provincia, mentre nella zona di Porta San Marco si sono appostate le autocivetta. È stato verso le 23 di sabato che l’Alfa 159 è stata scorta in viale Matteotti e intercettata. Tre degli occupanti sono stati bloccati immediatamente, mentre il quarto, abbandonata per strada una federa di cuscino piena di oggetti prezioni, è riuscito a dileguarsi. Una fuga che è durata ben poco: i poliziotti sapevano già che si sarebbe rifugiato nel B&B, credendolo un posto per lui sicuro, e lì lo hanno acciuffato.


Gli investigatori dlela Mobile sono riusciti a scoprire che molti dei gioielli recuperati erano il bottino di un furto comesso poco prima a Montecatini, in via Boito, analizzando il contenuto di un personal computer trovato sull’auto: in memoria, solo foto di un matrimonio, in una delle quali si vedeva però un numero di targa; rintracciato e contattato il prorietario dell’auto, l’uomo ha confermato di aver da poco trovato la sua villetta svaligiata.
Le indagini proseguono per risalire alla provenienza degli altri oggetti di valore sequestrati.

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Il questore La Porta ha spiegato che la polizia ritiene di aver bloccato "una batteria che sicuramente" avrebbe "creato problemi per quello che riguarda la perpetrazione di reati contro il patrimonio", aggiungendo anche che le persone fermate hanno "precedenti segnalazioni per rapina in banca".

   "Sappiamo con certezza - ha aggiunto il dirigente della Squadra mobile Antonio Fusco - che stavano qui da almeno un paio di giorni e quindi, trattandosi di un gruppo bene organizzato, e questo lo possiamo desumere sia dal tipo di precedenti penali che dal materiale di cui erano in possesso, abbiamo ragione di ritenere che possano essersi resi responsabili di altri delitti di questo tipo". Per questo le indagini proseguono.

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di Redazione web