Toscana
«Quegli immobili sono nostri» Abetone contro la Provincia
Il Comune farà ricorso per entrare in possesso di Piazzale Europa, 14 fondi commerciali e 14 garage che l’ente ha invece inserito tra i suoi beni. L’affitto frutterebbe decine di migliaia di euro l’anno
ABETONE. Ci sono degli immobili inseriti fra i beni della Provincia che il Comune di Abetone rivendica suoi. La situazione va avanti da anni. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso per l’ente montano è stato l’inserimento di tali immobili nella ricognizione dei beni svolta dalla Provincia sui beni che essa ha ereditato dalla disciolta Comunità montana. Elenco di cui il presidente della Regione ha poi preso atto con apposito decreto. Da qui la decisione del Comune di Abetone di intraprendere un ricorso per vie legali per ottenerne l’annullamento ed entrare in possesso di quei beni immobili, tutt’altro che banali. Si tratta infatti di 28 fondi, di cui 14 commerciali situati sotto piazzale Europa e 14 garage affacciati nel parcheggio coperto del Chicco, ristrutturato dal Comune. A questi si aggiungono il piazzale Europa e la piazza sottostante, dove il Comune ha svolto di recente dei lavori di rifacimento dell’asfalto. Questi beni - spiega il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Nicola Risaliti - furono realizzati dal Consorzio di bonifica montana e Lima pistoiese che, sulla base di una legge del 1956, una volta terminata la bonifica avrebbe dovuto trasferirli all’ente locale, dunque al Comune di Abetone».
«Quando il consorzio di bonifica si è sciolto – racconta il sindaco Giampiero Danti – le funzioni sono state ereditate dalla ex Comunità montana che avrebbe dovuto concludere i lavori per poi passare gli immobili al nostro Comune. E invece, nonostante di fatto i lavori fossero terminati (i fondi, ad esempio, sono stati affittati, ndr), la Comunità montana non ne ha mai certificato la conclusione e quei beni se li è fatti suoi. La Provincia ha inserito anche questi immobili nella ricognizione di quelli ereditati dalla Comunità Montana. Beni che, invece, riteniamo debbano passare al Comune».
All’ente montano, tra l’altro, compete già la gestione e manutenzione di questi immobili. I fondi commerciali e i box sono affittati e dunque costituirebbero un introito di diverse decine di migliaia di euro per l’ente montano. Risorse che, spiega Risaliti, «permetterebbero al Comune di svolgere interventi di manutenzione su tali immobili, nell’ottica di una riqualificazione del centro urbano». La giunta comunale ha già affidato l’incarico per il patrocinio legale all’avvocato Domenico Iaria. Quanto alla villetta Fivizzani, bene appartenente al demanio regionale che la Provincia aveva messo in vendita, il Comune aveva adottato nei mesi scorsi una variante allo strumento urbanistico rendendo l’area di interesse pubblico e bloccando ogni alienazione. È seguito poi un colloquio con la Regione che avrebbe mostrato condivisione. «Quella villetta serve al nostro Comune – ha ribadito Danti – potrà ospitare uffici, un museo o altre funzioni di pubblica utilità».
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