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Imprese falcidiate e disoccupati in aumento

Imprese falcidiate e disoccupati in aumento

Pistoia, emerge un quadro drammatico dal consiglio comunale aperto che si è svolto a Montale. Dal 2011 solo 99 lavoratori in tutta la provincia sono stati assunti con contratti di durata superiore a un anno

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MONTALE. Solo a Montale le imprese sono passate, dal 2010 a oggi, da 924 a 868, e i lavoratori da 2.927 a 2.611, con un calo dell’11,9%. È un quadro drammatico quello emerso a Montale nel corso del consiglio comunale aperto che si è svolto sabato 31 gennaio sui temi della crisi economica.

Alla seduta hanno potuto prendere parte con propri interventi anche i cittadini, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria. Nel corso dell’incontro Daniele Gioffredi, membro della segreteria provinciale della Cgil di Pistoia, ha fornito alcuni dati relativi al 2014 ripresi dalle indagini della Confcommercio. Altrettanto preoccupante la situazione sul territorio provinciale.

I disoccupati sono circa 13.500, a fronte dei 114.500 ancora in possesso di un impiego. Dal 2011 ad oggi 7.000 persone hanno perso il lavoro, con un tasso di disoccupazione attuale del 10,5%, ben oltre la media regionale, che si assesta su un 8,7%. Anche il tasso di occupazione, pari al 60,6%, risulta essere inferiore rispetto al 63,8% della media regionale.

Con un tasso di crescita imprenditoriale in calo dello 0,6%, la nostra provincia si conferma tra le realtà che più di altre in Toscana, dove il medesimo tasso ha registrato un aumento dello 0,7%, continua a soffrire per la crisi economica. Il tasso di produzione industriale è sceso del 3,2%, di pari passo col fatturato, che ha registrato un calo dell’1,9%.

La diretta conseguenza di questa tendenza al ribasso è stata una maggiore precarietà delle forme contrattuali, che hanno visto crescere il numero dei contratti a tempo determinato, con incarichi di lavoro che di rado superano i 2-3 mesi. Su 8.394 assunzioni, 1.335 sono state fatte per prestazioni di un solo giorno, 854 per 2-3 giorni, 1.470 per un periodo di massimo 30 giorni e 1.725 per 2-3 mesi.

Solo 99 lavoratori in tutta la provincia hanno potuto stipulare contratti superiori a un anno.

Come ha ricordato nel corso dell’incontro la presidente della Provincia Federica Fratoni, ad oggi gli enti locali hanno le mani legate sui temi del lavoro, nel senso che, pur potendo ricreare condizioni per agevolare le attività produttive, non possono offrire direttamente lavoro, ma solo farsi intermediari tra le parti chiamate in causa.

La consigliera provinciale Rosalia Billero ha denunciato la grave situazione che, in seguito ai provvedimenti del governo per la riforma delle province, porterà esuberi anche nella pubblica amministrazione.

Ma l’incontro, nato da una proposta del gruppo consiliare Sinistra Unita per Montale, voleva essere anche un’occasione di dialogo per dare nuovi spunti alla giunta del sindaco Betti.

Il presidente del Centro commerciale naturale di Montale, Emilio Bertini, si è fatto portavoce dei commercianti avanzando alcune richieste per il rilancio degli esercizi del territorio. Ha chiesto di investire maggiormente nelle infrastrutture per portare a compimento la tangenziale che collegherà il comune con l’autostrada, ma anche di realizzare una nuova viabilità nella zona sud del capoluogo per facilitare l’accesso al paese.

Per il centro sono stati richiesti nuovi parcheggi ed una maggior cura dell’arredo urbano, dell’illuminazione e delle aree a verde pubblico. Oltre a questi interventi strutturali si è invocata ancora una volta, in sintonia con Confartigianato e Cna, una riduzione delle tasse applicate sugli immobili ad uso commerciale che, insieme ai prelievi imposti dallo stato, costituiscono una delle voci più gravose per l’attività aziendale.

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