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Legambiente all'attacco sulla pista ciclabile, il Comune replica

Legambiente all'attacco sulla pista ciclabile, il Comune replica

Palazzo di Giano avrebbe minimizzato la distruzione di spazi verdi con la Sovrintendenza. L'assessore Tuci: no, è tutto sotto controllo

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PISTOIA. Legambiente chiede al Comune che venga reso pubblico "nella sua interezza" il progetto della nuova pista ciclabile in costruzione lungo viale Arcadia. Secondo una nota diffusa dal responsabile provinciale Antonio Sessa, infatti, "risulta evidente che gli elaborati forniti dal Comune alla Soprintendenza (per i beni architettonici, ndr) non sono completi, ma ciò che manca non sembrano dettagli, in quanto l’area su cui stanno lavorando e asportando tutte le aree a verde ha dimensioni ben più importanti dei 100 mq indicati: si tratta infatti di una fascia di 180 metri di lunghezza per quasi 10 di larghezza (per più di 1.500 mq di superficie), con la conseguenza fra l’altro di sacrificare ulteriormente e drammaticamente il terreno a disposizione degli alberi esistenti".

"Siamo a chiedere quindi - sottolinea Sessa - insieme a molti altri cittadini, che questo progetto venga finalmente mostrato nella sua interezza alla città, che si verifichi se esso tutela il bene pubblico in questione o se, invece, riduca drasticamente le aree a verde e di fatto le trasformi in modo definitivo e irreversibile, introducendo e consolidando l’uso a parcheggio di auto in un’area libera, storicamente destinata a usi ricreativi cittadini".

Il tratto di pista ciclabile in corso di costruzione è lungo oltre un chilometro e consentirà, una volta completato, di collegare porta San Marco con piazza della Resistenza.

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Conoscendo meglio il progetto ("visto che non sono stati fatti incontri pubblici con i cittadini, a parte qualche residente"), il responsabile di Legambiente sostiene che "sarebbe possibile anche sapere se il tratto di pista ciclabile che verrà ricavata dalla parte opposta rispetto alle mura - in coincidenza con il tratto crollato - è una soluzione provvisoria o definitiva. In quel tratto, tra l'altro, "per assicurare la sosta di una decina di auto, vengono distrutte tutte le aiuole e trasformate in tre fasce pavimentate (per bici, auto, ingressi)".

Secondo Sessa "un paio di mesi fa l’Ordine professionale dei dottori agronomi e forestali, saputo dei lavori, ebbe un incontro con l’ingegnere dei lavori pubblici responsabile dell’opera, al quale fu suggerito di fare tutto quello che era possibile sul lato Mura mentre, sul lato città, di lasciare una sistemazione provvisoria, in attesa del restauro dei crolli murari, aspettando di concludere la pista ciclabile sullo stesso lato. ad oggi non è possibile sapere quali siano le scelte definitive dell’amministrazione comunale" .

La risposta del Comune non si è fatta attendere. "Il progetto che a suo tempo fu inviato alla Sovrintendenza - risponde l'assessore ai lavori pubblici Mario Tuci - prevedeva che la pista corresse tutta lungo le mura. Oggi c'è un progetto di variante, ma i lavori eseguiti nel cantiere sono costantemente monitorati dalla Sovrintendenza ai beni archeologici e culturali e proprio ieri (venerdì 30 gennaio, ndr) un tecnico della Sovrintendenza era presente nell'area".

Tuci aggiunge di aver chiesto e ottenuto queste informazioni dalla dirigente dei lavori pubblici Maria Teresa Carosella. "Non sono un tuttologo - osserva Tuci - per questo mi sono documentato prima di parlare. Anche il presidente di Legambiente, quando riserva la sua attenzione all'amministrazione comunale, dovrebbe essere più preciso e puntuale e non creare inutili allarmismi, tanto più se infondati. Dichiaro comunque la disponibilità del servizio e dell'assessore a fornire notizie corrispondenti al reale svolgimento dei fatti".

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