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genitori e figli

Il ministro Orlando è solidale: «Barli, io le credo»

Il ministro Orlando è solidale: «Barli, io le credo»

Il viaggio a Roma della coppia pistoiese i cui figli potrebbero essere affidati a un’altra famiglia. L’Ordine delle assistenti sociali: «Verificheremo eventuali irregolarità»

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PISTOIA. «Io le credo, Barli». E’ il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a parlare. Davanti a lui, Stefano Barli e la moglie Catiuscia Grossi, insieme al loro avvocato Simone Castagnoli. L’incontro è avvenuto venerdì 30 gennaio poco dopo l’una.

Orlando, come promesso mercoledì sera in tv a Chi l’ha visto, ha ascoltato la coppia che martedì si era arrampicata sul Battistero chiedendo che i due figli non venissero affidati a un’altra famiglia, come disposto dal Tribunale dei minori. L’incursione televisiva, ha convinto Stefano a scendere da lassù e giovedì è arrivata la convocazione a Roma. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al sociale del Comune, Tina Nuti, e la presidente dell’ordine nazionale degli assistenti sociali.

«Da lei – dice Castagnoli – è arrivato l’impegno a procedere con una verifica sul lavoro svolto dai servizi sociali pistoiesi per accertare eventuali responsabilità». Davanti al ministro, Barli e il suo legale hanno denunciato «negligenze e quasi una forma di ritorsione personale» da parte delle assistenti sociali di Pistoia.

Stefano, che già nel 2014 era salito sul Battistero per protestare contro l’allontanamento dei figli, ha raccontato la sua storia a Orlando. Si è commosso e ha pianto nel ricordare i bambini. «Il ministro – racconta Castagnoli – gli ha detto di evitare in ogni modo comportamenti controproducenti, come quello di martedì. Ma ha compreso la sua disperazione. Gli ha anche detto che se succedesse a lui, forse farebbe lo stesso. Ha dimostrato di essere vicino a Stefano. Ha abbandonato ogni formalità e ci ha ascoltati. Eravamo lì per ottenere un interessamento, non certo perché il ministero faccia da tramite con il tribunale, in cui abbiamo cieca fiducia. Ci ha detto di aspettare il pronunciamento. Qualora fosse positivo, bene. In caso negativo, ha ricordato a Stefano che la responsabilità e la capacità genitoriale si dimostrano anche nel saper rispettare la decisione. Ai fini del ricongiungimento, la reazione, ha sottolineato, è fondamentale».

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«Mi ha detto – spiega Barli all’uscita dal palazzo, verso le 14,30 – che mi crede. Che non ha dubbi sulla verità del mio racconto. Questo mi fa stare tranquillo». Stefano aveva preso il treno alle 8 da Pistoia con la moglie e l’avvocato. Poco dopo l’una lo hanno fatto entrare in una sala del Ministero. Durante la ricostruzione è emersa anche un’anomalia. «Pistoia – sottolinea Castagnoli – ha disatteso il provvedimento del tribunale di due anni fa, che disponeva l’affido dei bambini». Sull’intera vicenda adesso sarà lo stesso ordine a procedere con una verifica.

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