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Ammanco, si difendono i bancari Caripit imputati

Ammanco, si difendono i bancari Caripit imputati

Gli avvocati: i funzionari non potevano accorgersi delle irregolarità commesse dall’economo della Comunità Giuliano Sichi. Nuove accuse in arrivo

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PISTOIA. Al procedimento contro nove imputati per gli ammanchi alla Comunità montana, ieri è stata la giornata dei difensori. Nato da un ramo dell’inchiesta contro l’ex economo della Comunità Giuliano Sichi, attualmente sotto processo per peculato e falsità ideologica in atto pubblico, l’attuale procedimento davanti al giudice per l’udienza preliminare Roberto Tredici, vede nove persone imputate, a vario titolo, di concorso doloso in peculato per omissione.

Si tratta dei due dirigenti della Comunità Roberto Fedeli e Rosa Apolito, dei due revisori dei conti Antonella Giovannetti e Alessandro Michelotti e dei cinque funzionari della Caripit (i direttori della filiale di San Marcello dal 2000 al 2011 Umberto Licio Erpichini, Luciano Baldi Gabriella Banti e Valter Bernardi e il responsabile del centro tesorerie Stefano Bertocci). Tutti sono accusati, di aver consentito a Giuliano Sichi di appropriarsi, nell’arco di una decina di anni, di oltre un milione di euro, grazie a falsi e artifici contabili messi in atto da quest’ultimo.

Dopo le richieste di rinvio a giudizio per tutti, avanzate dal pm Luigi Boccia, ieri hanno parlato i difensori dei funzionari Caripit (gli avvocati Salimbeni, Bagattini, Aurora Matteucci, Astolfi, Barzagli, Castelli). Hanno spiegato che i loro clienti non potevano accorgersi dei “trucchi” di Sichi, non avendo direttamente a che fare con gli atti al centro dell’inchiesta e non avendo avuto segnalazioni specifiche di anomalie.

Non solo: a volte i funzionari di banca neanche erano a conoscenza delle regole interne alla Comunità, che Sichi – secondo l’accusa – avrebbe violato. Un esempio? Il regolamento del servizio economato è stato consegnato alla Caripit solo nel settembre 2011 (la vicenda dell’ammanco esplode nel marzo 2011): in precedenza la banca cassiera della Comunità disponeva solo del regolamento di contabilità. Sempre nell’udienza di ieri ha parlato anche l’avvocato Guido Tesi, difensore di Roberto Fedeli, dirigente dell’ufficio tecnico della Comunità. Tesi ha tra l’altro eccepito l’inutilizzabilità dei mandati di pagamento che Sichi incassava, perché mai portati a disposizione delle difese ma solo citati nella documentazione agli atti della Guardia di finanza. Il Gup Tredici ne ha quindi disposto l’acquisizione.

Nella prossima udienza, il 6 febbraio, si dovrebbe completare la serie delle arringhe difensive. Si dovrebbe formalizzare anche un nuovo procedimento contro Giuliano Sichi per abuso d’ufficio, per aver liquidato al sindaco revisore Alessandro Michelotti, per tre anni consecutivi, fatture assai maggiori di quelle spettanti. Ieri c’è stato un rinvio per difetto di notifica. Verosimilmente quest’ultimo procedimento dovrebbe poi fondersi con quello già in corso, che vede Michelotti tra gli imputati.

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