Finanza
Fallimenti e aiutini Un arresto all’alba
In carcere un ufficiale giudiziario del tribunale di Pistoia accusato di corruzione, falso ideologico e abuso d’ufficio
PISTOIA. È stato arrestato all’alba di ieri, nella sua abitazione di Pistoia, Raffaele Caccavella, ufficiale giudiziario in servizio all’ufficio notificazioni esecuzioni e protesti del tribunale cittadino. L'uomo è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio e falsità ideologica in atti contrari ai doveri d’ufficio.
Caccavella, 65 anni, da oltre 30 in servizio al tribunale, è in sostanza accusato di aver favorito imprese e artigiani del quarratino (la sua zona di competenza in qualità di ufficiale giudiziario) alle prese con fallimenti e pignoramenti. Le possibili strade seguite dall’accusato sarebbero state diverse secondo gli inquirenti. Dalla supervalutazione dei beni da pignorare (un esempio tra i casi presi in esame: una vettura dal valore di circa 5mila euro valutata da Caccavella 18mila); alla segnalazione in anticipo delle mosse degli istituti di credito verso i debitori (in modo da permettere a questi ultimi di “mettere al riparo” beni e e conti), fino al rallentamento delle operazioni di pignoramento, per consentire di svuotare le imprese.
Tre i casi accertati dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri, nel corso di un’indagine durata anni e coordinata dal sostituto procuratore Claudio Curreli. Gli accertamenti sono partiti nel 2012, in seguito a una “serie di voci” sul Caccavella, che facevano pensare a possibili reati. Nel maggio scorso c’erano già numerosi elementi, che sembravano confermare le ipotesi di reato. Il tempo necessario a valutare tutto il materiale documentale e le testimonianze raccolte fino ad arrivare all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Patrizia Martucci.
Così ieri mattina l’uomo è stato arrestato l e portato in carcere, per evitare l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Durante la perquisizione della sua abitazione in un cassetto è stato scoperto un sottofondo. Dentro una busta, al cui interno erano contenuti 63mila euro in contanti, ritenuti frutto dell’attività illecita dell’uomo.
Le indagini oltre all’arresto del 65enne, hanno portato anche alla denuncia di un imprenditore quarratino, specializzato nella produzione di semilavorati in legno per l’industria del mobile, per concorso formale - nella veste di corruttore - nel reato di corruzione in atti giudiziari.
Le indagini dei carabinieri, come spiegato in conferenza stampa dal maggiore Lino Addis e dal capitano Giansaverio Alfieri, proseguono, e altre perquisizioni erano in corso anche nelle stesse ore dell'incontro con i giornalisti.
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