Il Tirreno

Pistoia

E l’imprenditore nascose i mobili

Tre gli episodi contestati al funzionario: aziende avvertite del pignoramento

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PISTOIA. Al momento sono tre i casi di corruzione contestati al funzionario.

Nel primo si sarebbe fatto promettere e consegnare 3.000 euro da un imprenditore di Quarrata al fine di favorirlo in diversi modi, con una serie di irregolarità che sarebbero proseguite sino all'aprile del 2014.

In particolare Raffaele Caccavella avrebbe monitorato le iniziative intentate da due istituti di credito della provincia di Pistoia nei confronti dell'imprenditore, in modo da fornirgli per tempo notizie utili a salvaguardare i suoi conti in banca dalle procedure esecutive e, avvertirlo di un imminente pignoramento immobiliare. In particolare l’imprenditore una volta messo in guardia avrebbe anche preparato una serie di beni da far pignorare, solo che non si trattava di beni che facevano parte del patrimonio dell’azienda. L’imprenditore, secondo la ricostruzione dei carabinieri, si era procurato una serie di divani, spacciati per propri e poi effettivamente pignorati. Peccato che si trattase di fatto un pignoramento “di facciata”, che aveva permesso allo stesso imprenditore, qui nella veste anche di corruttore, di mettere al sicuro gli effettivi beni dell'azienda, costituiti da semilavorati, mobilio, veicoli e macchinari, che venivano così lasciati nella sua disponibilità.

Nel secondo episodio, avvenuto nel marzo del 2014, il funzionario avrebbe invece attestato falsamente di non aver potuto procedere a un pignoramento nei confronti di una ditta metalmeccanica di Quarrata. Negli atti ufficiali aveva dichiarato in atti di averla trovata chiusa e di avere, altrettanto falsamente, tentato senza successo di contattare telefonicamente i titolari dell'attività, procurando così un ingiusto vantaggio patrimoniale agli imprenditori oggetto dell’esecuzione.

La stessa ditta sarebbe stata protagonista del terzo presunto illecito ricostruito dai carabinieri. In questa circostanza, avvenuta nell'aprile del 2014, il funzionario aveva proceduto al pignoramento positivo di un autovettura, attribuendo però al veicolo un valore abnorme (18.000 euro) rispetto a quello reale, quantificato in meno di un terzo (circa 5.000 euro). Un modo per procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale alle persone oggetto di pignoramento che, fra l'altro, sono come detto gli stessi titolari della azienda metalmeccanica quarratina. (l.s.)

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