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Pistoia

Cattivi odori dall’impianto di compost

Cattivi odori dall’impianto di compost

Residenti e attività commerciali di Lucchio, al confine con Piteglio, chiedono provvedimenti urgenti

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PITEGLIO. Ma non c'è proprio niente che le amministrazioni locali possano fare per non far chiudere attività apprezzate lungo la via del Brennero e per evitare alla popolazione di dover sopportare i miasmi maleodoranti che arrivano dall'impianto di compostaggio?

La domanda, pressante, arriva da operatori e residenti della zona di Tana Termini, dove i locali stanno perdendo la clientela, mentre la gente che vive lì non può nemmeno aprire la finestra. Rischiano di chiudere templi della cucina tipica della Valle sulla via che porta verso Lucchio, la piccola frazione nel comune di Bagni di Lucca che si trova proprio al confine con la provincia di Pistoia.

Mobilitazione. Stanchi di subire, residenti e operatori si stanno organizzando per mettere su un comitato che faccia sentire le loro ragioni. C'è anche chi pensa ad una class action per chiedere il risarcimento dei danni, se non sarà possibile far cessare i miasmi che arrivano dall'impianto e giungono fino alla Scesta e a Vico Pancellorum. «Gli odori ci sono, ci sono anche i modi per eliminarli o almeno attenuarli, c'è la volontà da parte della società che gestisce il compostaggio : tutto dipende dai tempi e dalle autorizzazioni che devono giungere dalla Sovrintendenza di Firenze». È quanto afferma Giuseppe Biondi, di Bagni di Lucca, uno dei pochi abitanti che risiede nella zona di Tana Termini a circa 2-300 metri dallo stabilimento proprio al confine col comune di Piteglio. Biondi è stato componente della commissione di controllo del compostaggio, ora in attesa di nuova costituzione.

L'origine del cattivo odore. «L'odore è persistente e in questo periodo molto più forte rispetto a mesi fa, molto probabilmente dipende anche dal clima. Il problema - spiega Biondi - è a mio avviso strutturale in quanto il compost viene ricoperto con un telo e movimentato direttamente sul piazzale antistante l'ingresso dello stabile, mentre tutto il materiale dovrebbe essere scaricato all'interno. Esiste un buonissimo biofiltro costruito con pali di castagno e corteccia: un filtro assolutamente naturale che blocca il cattivo odore, ma i mezzi trovano difficoltà nella fase di ribaltamento per problemi di altezza e così il materiale viene lasciato all'esterno. In pratica il camion una volta arrivato non può effettuare il ribaltamento perché mancano 3-4 metri».

Proposte di intervento. Le ultime proposte fatte dalla " Sistemi bilogici srl" sono del 2013. Si era parlato di una copertura del piazzale da effettuare entro l'anno appena concluso, in modo da filtrare tutto il materiale, ma questo lavoro non è stato fatto.

Seconda proposta fatta è la realizzazione di un impianto da effettuarsi entro il 2015 per la produzione del biogas da trasformare in energia elettrica. In questo modo tutta la produzione verrebbe messa in un sistema a circuito chiuso: verrebbe prodotto biogas da trasformare in energia elettrica e cambierebbe così l'intero procedimento.

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