Sicurezza
Lite tra due vicini per il gatto investito
Il proprietario del micio: dovrò operarmi. Si è giustificato dicendo che era nervoso perché cassaintegrato
QUARRATA. Prima gli investe accidentalmente il gatto con la macchina, poi gli tira un pugno in pieno volto. E alla fine si scusa dicendo di essere nervoso perché cassintegrato. La vittima però, David Di Mauro, 38 anni, anche lui in cassa integrazione, ha tutte le intenzioni di denunciare l’uomo che lo ha colpito «una volta - dice – che sarò uscito dall’ospedale».
Da mercoledì infatti, è al cto di Firenze in attesa di essere operato. L’aggressione è avvenuta martedì pomeriggio, in via Bottaia, al confine tra Quarrata e Pistoia, dove Di Mauro risiede. I due, quarratini, si conoscevano già e in passato c’erano stati alcuni screzi. Poco dopo le tre del pomeriggio, l’aggressore, racconta la vittima, è passato con l’auto in via Bottaia. «Io – ricorda Di Mauro – ero fuori, davanti casa. Stavo andando via quando ho visto che con una macchina ha investito il mio gatto, Maometto, che poi si è infilato dentro a una fossa. Un incidente – dice - . Mi sono fermato a guardare.
Poi lui è sceso dall’automobile. «Sono cose che possono accadere» gli ho detto a quel punto. Insieme a un altro vicino, mi sono messo a spiegare che, al di là del gatto, il grande problema di questa strada è che le macchine sfrecciano a velocità folle. A quel punto – continua – lui non c’ha più visto e mi ha tirato un cazzotto sul naso. Il pugno mi ha rotto il setto e ha danneggiato il sacco lacrimale. Al pronto soccorso del San Jacopo, dove sono stato portato d’urgenza, mi hanno dato venti giorni di prognosi. Io ho firmato per poter tornare subito a casa, perché avevo gli animali da sistemare: sei gatti, dieci galline e un cane».
Quando l’uomo è tornato in via Bottaia, Maometto era nascosto in una scatola, fuori dal portone. «Non salta e cammina male, ma è vivo». «Stamani (mercoledì, ndr) sono tornato all’ospedale per un controllo e mi hanno spedito al cto per essere operato. Non appena uscirò di qui, andrò a fare denuncia. Lui - continua - si è scusato dicendomi che era nervoso perché è in cassa integrazione da tempo. Anche io lo sono. Questa non è una giustificazione». (b.f.)
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