Il mistero del corpo non trovato
SERRAVALLE. Come è stato possibile non scoprire il corpo di Rosario Orefice all’interno dell’officina di Casalguidi? Anche di questo si è parlato giovedì nell’aula bunker di Firenze.
Fra i teste sfilati in aula, infatti, anche il capo ispettore della polizia scientifica di Pistoia, Marco Additati. Nell’occasione si è parlato del mancato rinvenimento, nel primo sopralluogo effettuato nel capannone della famiglia Orefice, il 27 maggio 2010, del bidone contente il cadavere di Rosario, che sarebbe stato scoperto per caso, sul tetto del forno di verniciatura in officina, solo 4 anni più tardi nel corso di una riparazione del macchinario.
«In quell’occasione – rivela Additati – svolgemmo soltanto un‘attività di supporto alla polizia scientifica di Firenze. Furono loro, dal comando regionale, a condurre tutte le operazioni per il rinvenimento di tracce ematiche all’interno del capannone».
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