Il Tirreno

Pistoia

«Al Forteguerri la sicurezza è un optional»

di Beatrice Faragli

Gli studenti denunciano le condizioni critiche della struttura e l’assenza di un piano di emergenza

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PISTOIA. «Il solaio crollò senza che ci fosse il terremoto. Figuriamoci con quale sensazione di paura rientriamo a scuola dopo una scossa. La sicurezza non dovrebbe essere responsabilità degli studenti ma purtroppo, chi se ne dovrebbe occupare, non lo sta facendo bene. Non si capisce nemmeno quale siano le procedure da seguire in caso di emergenza». La denuncia arriva da un gruppo di studenti del liceo classico Forteguerri di Pistoia. I precedenti all’interno della succursale di piazza Francesco, non rassicurano lo stato d’animo dei liceali. Il 10 ottobre 2014 infatti, nel plesso distaccato del liceo, crollò una porzione di intonaco dal solaio del bagno. Alcuni calcinacci colpirono una ragazza alla caviglia. Gli studenti, già preoccupati per le condizioni della struttura, adesso puntano il dito contro la gestione dell’emergenza. «L’ultima scossa – raccontano dal Forteguerri sull’evento del 23 gennaio scorso- è avvenuta poco prima del suono della campanella. Nessuno ci ha saputo dire se entrare oppure restare fuori. “Entrate per libertà di coscienza” ci siamo sentiti rispondere senza alcuna comunicazione ufficiale. A dicembre invece (il 19, quando una scossa fu avvertita anche nel Pistoiese e il liceo venne evacuato,ndr) non suonò la sirena. Dopo un quarto d’ora c’era ancora gente che doveva uscire dall’edificio. La preside spiegò che l’allarme deve suonare solo durante le simulazioni e non in caso di emergenza. Questo a molti di noi è sembrato assurdo. Vogliamo che vengano rivisti i piani di evacuazione e aggiornata la suddivisione delle varie responsabilità nelle procedure. Vista la condizione della struttura di piazza San Francesco inoltre, ci saremmo almeno aspettati che fossero effettuati alcuni controlli dopo la scossa della scorsa settimana, prima di farci entrare. Invece, nessuno si è mosso». Per la preside Patrizia Belliti, le considerazioni mosse dagli studenti sono «pretestuose». La dirigente parla di «illazioni» e precisa che «sia nella succursale che nella centrale del liceo, la Provincia ha svolto i controlli strutturali (precedenti all’ultima scossa, ndr) confermando l’agibilità dei locali». Sulla mancata attivazione della sirena durante l’evento di dicembre, la preside conferma quanto raccontato dai ragazzi. «Serve per la preallerta che – sottolinea – si dà in caso di simulazioni, oppure per segnalare incendi all’interno della scuola, ma non certo per il terremoto, che è ovviamente improvviso. Inoltre – continua sulla scossa di venerdì scorso – non è certo mia competenza dire se gli studenti possano o meno entrare a scuola. Sta alla prefettura e alla protezione civile prendere le decisioni». Anche dalla Belliti però arriva una denuncia. E’ sulla gestione simulata dell’emergenza. «Durante le ultime prove di evacuazione fatte, ci sono stati docenti e classi che non hanno fatto la simulazione. Qualcuno addirittura è rimasto in aula per non interrompere un compito. Ho l’elenco di chi non ha ottemperato al dovere da inviare in Provincia».

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