Il Tirreno

Pistoia

Dopo quasi due giorni Catiuscia Grossi scende dal Battistero, il marito convinto in serata dall'appello del ministro su Rai Tre

Stefano Barli, appena sceso dal Battistero, intervistato dall'inviata di "Chi l'ha visto?" (Foto Lorenzo Gori)
◗
Stefano Barli, appena sceso dal Battistero, intervistato dall'inviata di "Chi l'ha visto?" (Foto Lorenzo Gori)

La coppia racconta come ha passato la notte nei rigori invernali. La donna, colpita da malore, ha deciso di interrompere la protesta. Poi è stata la volta di Stefano

4 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. È stata la notte più lunga di tutte. Solo un «pentolino con un po’ di carbonella» a scaldare Stefano Barli e Catiuscia Grossi durante la prima nottata passata sul Battistero, dove martedì mattina marito e moglie si sono arrampicati per protestare contro l’affidamento dei loro figli a un’altra famiglia, deciso dal tribunale dei minori di Firenze. Dopo quasi due giorni, alle venti di mercoledì 28, colpita da un malore Catiuscia Grossi ha deciso di scendere dal ponteggio. In piazza del Duomo, nel frattempo stava arrivando la troupe di “Chi l’ha visto?”. Che è riuscita a mettere in contatto Barli con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Una delle condizioni che aveva posto per chiudere la clamorosa protesta.E il ministro gli ha parlato dicendogli di comprendere la sua disperazione. «Sono disponibile a incontrarvi al più presto, anche nella giornata di domani. Ma la prego, scenda e vada a raggiungere sua moglie». Sul volto di Stefano Barli, inquadrato dalle telecamere, sono scese le lacrime. «Ringrazio il signor ministro - ha risposto - scendo subito». Alle 22,40 Un lungo applauso dallo studio di Rai Tre ha scandito la soluzione positiva (per ora) della vicenda.


Nel corso della giornata la coppia aveva raccontato ai cronisti come ha passato la notte all'addiaccio: Abbiamo finito la carbonella e per farcela rimandare su, oggi (mercoledì, ndr), ci sono volute più di quattro ore. Mica gratis – dice Barli – L’abbiamo pagata». Lassù sono stati mandati panini e acqua dai familiari di Stefano e dal suo avvocato, Simone Castagnoli. «Siamo partiti con 7, 8 panini ma non sono bastati. Stanotte è venuto mio cugino a portarci qualcosa da mangiare. Poi, stamani, Simone ci ha dato altri panini». Quel pacchetto di sigarette chiesto per ingannare le ore in cima al Battistero però, non è stato fatto passare. «Ce l’hanno negato». «Qua di notte – continua il venditore ambulante – ci sono 6 gradi sotto lo zero. Eravamo venuti attrezzati con qualche maglione, una coperta, una calzamaglia, ma è troppo freddo. Non abbiamo che il nostro pentolino per scaldarci». E poi quel nylon comprato pochi giorni fa in mesticheria e steso sulla cima del Battistero come letto di fortuna. «Il vento - continua Stefano - ce lo porta via. Ma tanto qua non ci s’entra nemmeno».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10755160:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10755160:1652149395/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il freddo e le ore che sembrano non passare più, rendono la protesta dura da sopportare. «Io però non mollo, a meno che non si decidano a darci delle risposte. Vogliamo che sia cambiata l’assistente sociale che ha seguito il nostro caso (il Comune ha già chiarito che la richiesta non è trattabile, ndr) e che il ministro della giustizia ci ascolti. E vogliamo che i bambini tornino a casa». Per Stefano e Catiuscia l’affidamento dei due piccoli a un’altra famiglia, attualmente in corso, è inaccettabile. «La famiglia ce l’hanno già. Eccoci qua. Noi possiamo dare tutto ai nostri figli» dicono mamma e babbo da lassù. 

Il prefetto Angelo Ciuni, in mattinata, si era detto disponibile a riceverli e ascoltare le loro ragioni. Offerta rigettata dai Barli, che non hanno cambiato le proprie condizioni di partenza. La loro permanenza sul Battistero ha costretto diversi ambulanti del mercato (circa una decina) a spostare i banchi in via Cino, e non sono mancati malumori e proteste. Alcuni hanno lamentato i mancati guadagni. Per tutta la notte e la giornata di ieri la zona è stata sorvegliata da agenti della Digos e dai carabinieri. Sono sempre stati presenti un’ambulanza e i vigili del fuoco, che hanno posizionato dal lato del Battistero che dà su via Roma un telo da salto. I coniugi Barli, spiega l’avvocato Castagnoli, non accettano che i bambini siano trasferiti dall’istituto di religiose alla famiglia affidataria. «Ci sono - ricorda Simone Castagnoli - due perizie, entrambe positive, a favore dei miei assistiti, sulla loro capacità genitoriale, di cui una redatta dal perito incaricato dal Tribunale dei minori. Le perizie sono state ammesse dopo la decisione di mandare i bambini da una famiglia affidataria. Quindi, perché non se ne tiene conto? Il giudice ha parlato di “cambiamento repentino” e noi abbiamo dato la nostra disponibilità a che i Barli siano ancora monitorati. Ma vorremmo evitare il trasferimento alla famiglia affidataria». Cosa che dovrebbe avvenire tra pochi giorni.

Beatrice Faragli

Tiziana Gori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca