Il Tirreno

Pistoia

Barli torna sul Battistero e porta con sè la moglie

Barli torna sul Battistero e porta con sè la moglie

Chiedono di parlare col ministro della Giustizia e non vogliono l’assistente sociale per risolvere il caso dell’affidamento dei figli. La protesta si annuncia lunga

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PISTOIA. «Ci siamo vestiti con abiti pesanti. Abbiamo portato i panini e le coperte. Siamo pronti a restare qui finché non avremo la garanzia di non aver più l’assistente sociale che sta seguendo la vicenda dei nostri bambini e la certezza di parlare con il ministro della giustizia. Noi non scendiamo». Parlavano così Stefano Barli e la moglie Catiuscia Grossi dal Battistero di piazza Duomo ieri pomeriggio.

All’ennesimo atto di protesta, insistono i coniugi, non ci sarà soluzione finché il Comune non darà risposte positive. «Troppe volte – spiega Barli – ci hanno mentito. Ci ripetevano “valuteremo” e poi nessuno ci ha mai aiutato. Adesso basta. Rivogliamo i nostri figli». L’assessore Tina Nuti però, non può dar seguito alla richiesta della coppia di allontanare dal caso una delle assistenti sociali del Comune. «Quello che chiede Barli non è trattabile. Il punto – precisa Nuti – non è l’assistente sociale, che – sottolinea l’assessore – non è sola in questo percorso, ma la decisione del tribunale che ha confermato di procedere con l’affidamento. Il caso non dipende certo da una singola persona. La dirigente ha seguito l’intera vicenda in modo continuativo e assiduo. C’è un team che lavora, così come per tutte le altre situazioni. Dispiace il fatto che si continuino a dare responsabilità a qualcuno in particolare quando c’è una decisione ben precisa del tribunale che va rispettata». Le procedure per spostare i due figli di Stefano e Catiuscia dall’istituto religioso alla famiglia affidataria sono in corso. Quest’ultimo percorso, sottolinea Nuti, prevede comunque il coinvolgimento dei genitori. La questione è delicatissima, come sempre accade quando ci sono di mezzo dei minori. Barli e la moglie Grossi continuano a parlare di gravi ingiustizie subite da parte dei servizi sociali comunali e di una sorta di accanimento non più tollerabile. Per questo, dopo che la via dell’affidamento non è stata interrotta, così come la coppia avrebbe voluto dopo le due perizie dei medici Asl presentate nelle scorse settimane al tribunale dei minori di Firenze, i Barli hanno deciso di salire per l’ennesima volta sul Battistero. Le loro richieste però, non possono essere accolte. «Io rimango qui finché non mi cambiano l’assitente – insisteva Barli nel tardo pomeriggio – Ho un rotolino di filo da far calare giù. Aspetto che il sindaco mi firmi un documento con il cambio richiesto e che lo leghi al filo. Solo quando lo avrò tra le mani, scenderò. Al ministro chiedo il blocco dell’affido».

Dalla Digos, che ha trattato tutto il giorno con la coppia, viene confermato però che non ci sarà, al momento, alcun contatto con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Nel caso la coppia decidesse di passare la notte sul ponteggio la polizia non interverrebbe: «Possiamo limitarci alla trattativa verbale».(b.f.-t.g.)

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