Toscana
«Cinque anni di residenza per avere l’alloggio popolare»
PISTOIA. Alzare la residenza nel territorio pistoiese da 3 a 5 anni come requisito per ottenere un alloggio popolare di emergenza. Questa la proposta di modifica del regolamento per l’assegnazione in...
PISTOIA. Alzare la residenza nel territorio pistoiese da 3 a 5 anni come requisito per ottenere un alloggio popolare di emergenza. Questa la proposta di modifica del regolamento per l’assegnazione in uso temporaneo di alloggi del Comune avanzata da Pistoia Domani e Progetto Toscana. «La crisi sta allargando il disagio sociale colpendo soprattutto quello che un tempo era considerato il ceto medio, persone che magari hanno sempre lavorato pagando le tasse ed all’improvviso si ritrovano disoccupate –dice Alessandro Tommasi, Pistoia Domani- Noi da anni chiediamo che il requisito per entrare in graduatoria passi da 3 anni di residenza a 5; vogliamo premiare, a parità di bisogno, quelle famiglie, pistoiesi e straniere, che più hanno contribuito al benessere della nostra città. Questo lo chiediamo anche in conformità alla Regione toscana che sembra voler modificare la legge regionale 96/96 promuovendo come requisiti di accesso agli alloggi pubblici la residenza anagrafica o l’attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale sul territorio cui si riferisce il bando da almeno 5 anni».
«Gli stranieri a Pistoia sono 8.322, il 9,15% su un totale di 90.907 residenti –commenta Andrea Betti, Progetto Toscana- Se si prendono in considerazione gli alloggi alle Fornaci, come ad esempio la Torre 1, gli extracomunitari sono il 43,70%, ovvero 66 su 151 residenti. Una soluzione va trovata, altrimenti è normale che si alimenti il razzismo».
«Questa non è una battaglia, ma un ragionamento che portiamo avanti da anni –il commento di Alessandro Capecchi, Pistoia Domani- Gli stranieri hanno famiglie molto numerose, quindi è logico che, applicando determinati criteri senza correttivi, ci sia un sorpasso nelle graduatorie. Il problema riguarda sia i pistoiesi sia gli stranieri integrati qui da anni».
Alessandra Tuci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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