Sicurezza
Restaurato lo “slittone”, un pezzo di storia
Fu uno dei primi impianti di risalita, inaugurato nel 1937. Ora si pensa di rimetterlo in funzione
ABETONE. È noto che l’Abetone ha fatto la storia dello sci nel mondo, con atleti del calibro di Zeno Colò, Celina Seghi, Vittorio Chierroni e Paride Milianti. Ma forse non tutti sanno che la stazione toscana ha fatto anche la storia degli impianti di risalita, a partire dal vecchio Slittone da Villa Imperatori alla Selletta, il 4° impianto, in ordine cronologico, installato in Italia. Questo pezzo di storia da qualche giorno è tornato alla luce e, a breve, potrebbe anche rientrare in funzione, seppur per scopi solo illustrativi. Una delle due slitte dell’impianto - inaugurato nel Natale 1937, su iniziativa dell’industriale montecatinese Pacino Pacini, allora alla guida della società Slittovia - è stata infatti restaurata a cura del Comprensorio sciistico Val di Luce-Slittovia e sistemata vicino al rifugio Selletta, visibile ai turisti. «Dopo una prima sistemata in passato – spiega Andrea Formento, ad delle Slittovia e direttore della Val di Luce – la slitta è stata conservata per anni in un garage. Poi l’abbiamo spostata in un capannone per il restauro, che l’ha riportata all’aspetto originario, per mano dei nostri dipendenti. I padri di alcuni di loro lavoravano all’epoca alla Slittovia».
L’impianto inizialmente viaggiava su una sola linea: una grossa slitta con 5 panche saliva e scendeva trainata da un cavo. La portata era di 130 persone l’ora, spesso superata con “carichi eccezionali”, ovvero dai 15 ai 30 sciatori a viaggio, accompagnati da un manovratore e che riponevano gli sci nella gabbia posteriore. Dopo la Guerra, fu affiancata una seconda linea e lo Slittone iniziò a viaggiare “va e vieni” con le due slitte che si scambiavano a metà tragitto. Funzionò fino al 1969, quando fu sostituito dalla più moderna seggiovia Riva. «Anche Lapo Farinati, che sviluppò il primo comprensorio della Val di Luce (allora valle delle Pozze, ndr) – spiega Formento - aveva progettato due linee di slittoni sull’attuale pista Fariola e sul passo d’Annibale fino all’albergone, e da qui una terza linea fino alle Tre potenze. Era già stata costruita la rotonda in pietra alla partenza, ma tutto si bloccò con la guerra e anche i motori già acquistati furono forse trafugati». Questo recupero è il primo step di un progetto più ampio. «Stiamo studiando – prosegue Formento - di rimettere in funzione lo Slittone su un breve tratto per mostrare ai visitatori, anche in estate, il funzionamento degli impianti di risalita 80 anni fa. Abetone ha visto tutta l’evoluzione delle tecnologie impiantistiche, anche se purtroppo poco è rimasto degli impianti dismessi in passato. L’idea sarebbe comunque di dedicare una parte del rifugio Selletta a un percorso che illustra l’evoluzione degli impianti dagli anni ’30 a oggi».
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