Gioco
Al terzo furto scoperto sotto il letto dal proprietario
Quarrata, il ventenne ha patteggiato otto mesi di pena Aveva trovato le chiavi e usava la casa come “bancomat”
QUARRATA. Nel processo per direttissima il suo legale ha patteggiato otto mesi di pena. «Non è un cattivo ragazzo - dice l’avvocato Vito Di Berardino - Sa di aver fatto una sciocchezza. La famiglia ha già risarcito il danno».
Parla del cliente con un sorriso tirato e un po’ di amarezza nella voce. Certo, il ragazzo stavolta l’ha fatta grossa, e la famiglia cercherà ancora di più di stargli vicino. Scoperto sotto il letto dal proprietario dell’abitazione in cui era andato a rubare, è stato processato per direttissima il giorno dopo (ieri mattina) al tribunale di Pistoia.
Non molto tempo fa il giovane, un ventenne di Quarrata, aveva trovato per terra un mazzo di chiavi. Conosceva di vista la persona a cui appartenevano, perché abita vicino a lui in via Torino, e in un attimo ha pensato che quelle chiavi potevano rivelarsi utili. Gl’è andata bene due volte, la terza è stato sorpreso dal rientro dei proprietari. Il nascondiglio era forse troppo prevedibile, e appena sentiti dei rumori provenire dalla camera da letto, i proprietari hanno chiamato i carabinieri. È accorsa una pattuglia della Stazione di Casalguidi che, scostate le lenzuola e spostato il letto, si è trovata di fronte lo sguardo un po’ spaventato di un ragazzo che sembra più giovane dei vent’anni che ha.
Colto in flagranza di reato, il ragazzo è stato arrestato e trasferito nelle camere di sicurezza del comando provinciale dei carabinieri, sul viale Italia, in attesa della direttissima al tribunale di Pistoia. La perquisizione del giovane intruso è servita a chiarire alcuni aspetti imprevisti della vicenda. Il ventenne si era introdotto nell’abitazione usando un mazzo di chiavi che erano state perse dai proprietari della casa nei primi giorni di gennaio. Peraltro, anche il 6 e il 13 di gennaio, l’abitazione era stata visitata dai “ladri” senza alcun segno di scasso, ed erano stati rubati complessivamente nelle due circostanze circa 450 euro in contanti. Lo sprovveduto ladro ha ammesso di avere trovato il mazzo di chiavi e di avere approfittato dell’assenza dei proprietari, di cui conosceva le abitudini per quanto non vi fosse una frequentazione diretta, per introdursi tranquillamente in casa anche le due volte precedenti, contando di comportarsi nello stesso modo anche due giorni fa.
Dopo aver constatato che i proprietari non avevano cambiato la serratura, si era accesa in lui la speranza di aver trovato un mezzo facile per autofinanziarsi, ma la fortuna non è stata dalla sua parte. L’avvocato Di Berardino confida nel fatto che la lezione gli sia stata utile. «Ho chiesto il patteggiamento della pena». La sentenza del tribunale è stata di otto mesi (pena sospesa) e 300 euro di multa. Il giudice ha riconosciuto l’attenuante del risarcimento del danno, già operato dalla famiglia del ragazzo nei confronti dei derubati, e deciso per una sentenza più mite.
Tiziana Gori
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