Sicurezza
La benzina scende ancora: ecco dove si risparmia
Distributori a confronto, la differenza tra self e servito arriva fino a 30 centesimi. Boccata d’ossigeno anche per i trasportatori. «Ma restano ancora i problemi»
PISTOIA. I benefici oramai iniziano ad essere consistenti nei portafogli di tutti, sia che si tratti di privati che per chi con la benzina ed il gasolio ci fa i conti tutti i giorni per lavoro.
A poco più di un mese di distanza dall’ultima rilevazione, Il Tirreno nella giornata del 20 gennaio è tornato a vedere i prezzi alle pompe di benzina cittadine ed il trend è evidente: in 35 giorni il prezzo, mediamente, è sceso di oltre 10 centesimi al litro. Una piccola boccata d’ossigeno anche per gli autotrasportatori, ma non può certo bastare.
I prezzi. Sono tre i punti in città dove conviene davvero fare rifornimento: distributore Tamoil di fronte a Panorama, il nuovo Eni di fianco al palasport e, come sempre, Beyfin sulla tangenziale. In questi tre punti, al self, la benzina costa 1,36 euro al litro ed il diesel 1,28: cifre che non si registravano da anni e che coincide con il continuo calo del prezzo del petrolio oramai arrivato a meno di 50 dollari al barile. Il punto meno conveniente, al momento, risulta essere il distributore Q8 alla rotonda di via Toscana che metteva in vendita la benzina verde a 1,49 euro ed il gasolio a 1,39.
Prezzi convenienti anche al Total all’uscita di ponte Europa sulla tangenziale, mentre nella zona della Vergine i carburanti costano di più. In calo anche il Gpl che si attesta fra gli 0,559 e gli 0,579 euro, mentre il metano è intorno agli 1,02 euro.
Due curiosità: fra il prezzo “self” e quello servito ballano oramai dai 10 ai 30 centesimi in più, mentre fra tre differenti distributori Eni si registra una discrepanza di prezzi al “self” anche di 10 centesimi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10711634:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10711634:1652146141/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I trasporti. Da anni il settore degli autotrasporti sta vivendo un momento complesso, infilato nella crisi generalizzata e con un mondo del lavoro difficile e fatto di prezzi bassissimi e di concorrenza spietata, non solo italiana.
«Il calo del prezzo del gasolio è una bella boccata d’ossigeno – spiega Rossella Paccagnini di Cna-Fita Pistoia, la sigla dei trasportatori – perché i consumi sono importanti: basti pensare che un comune camion con rimorchio può arrivare a costare 4.000-4.500 euro di gasolio al mese e quindi se il prezzo scende un po’ di effetti li porta. I problemi, però, sono altri perché ci sono tempistiche troppo lunghe per i pagamenti, le sanzioni scattano soltanto al novantesimo giorno ed il calo del lavoro è evidente: svolgere la propria attività dovendo sempre anticipare i soldi di tre mesi non è affatto facile».
«Ci sono poi le decisioni legislative che ci scontentano - prosegue Paccagnini - come successo con l’ultima legge di stabilità e con altri provvedimenti che penalizzano il settore. Faccio un esempio tanto per far capire quanto sia difficile questo lavoro: in questi giorni abbiamo esaminato la pratica di un giovane che vuole aprire una propria attività con quattro mezzi, quindi non un colosso. Prima che questa persona possa pensare di riscuotere qualcosa deve far partire un finanziamento da 250 mila euro con quattro camion usati e quando lo stesso è finito i mezzi vanno cambiati perché ormai obsoleti. E nel frattempo, ci sono da pagare le tasse, i dipendenti e le spese correnti». Le stime fatte dalle associazioni di categoria, comunque, dicono che dal 2012 al 2014 il costo per ogni mille litri di gasolio per gli autotrasportatori è passato da 1712,85 euro a 1493,47 e la tendenza porta ancora ad un abbassamento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
