Finanza
Maresca, rinasce la vecchia ferriera
La Fondazione Caript finanzia la ristrutturazione, in estate via alle visite guidate dell’Ecomuseo della montagna
MARESCA. La ferriera Papini di Maresca, di recente inserita nell’Ecomuseo della Montagna pistoiese, sarà fruibile per turisti e scolaresche già dalla prossima estate. Lo hanno annunciato la Provincia e l’associazione Ecomuseo in una conferenza stampa, sulla base delle tempistiche previste per i lavori di riqualificazione dell’opificio che, esistendo già nel XV secolo, è la ferriera più antica in montagna e una delle prime nate in Toscana. I lavori di restauro, diretti dall’architetto Alberto Santiloni, sono iniziati la scorsa estate con risorse (circa 39mila euro) ottenute tramite un bando europeo sul Psr , cui si sono aggiunti 30mila euro della Provincia, 15mila dell’Ecomuseo e 5mila euro del Comune di San Marcello.
Questo importo però ha finanziato soltanto il 1° lotto, che si concluderà a marzo, ovvero la sistemazione di uno dei tre edifici che compongono la ferriera, con rifacimento della copertura pericolante utilizzando le lastre originali. Proprio la struttura frazionata in 3 parti, ha spiegato la responsabile dell’ufficio cultura provinciale, Manuela Geri, ha consentito di iniziare i lavori anche con disponibilità parziale delle risorse. Il contributo di 80mila euro, circa metà del costo del progetto, confermato in seguito dalla fondazione Caripit su bando annuale 2014, permetterà di eseguire anche il 2° stralcio che, entro giugno, consentirà di recuperare per intero l’immobile e di realizzare i necessari servizi igienici per i visitatori. L'auspicio è di poter recuperare in futuro anche ai manufatti presenti all'interno. L’assessore alla cultura di San Marcello, Alice Sobrero, ha ringraziato lo staff dell’ufficio cultura che negli anni ha fatto da cervello gestionale per l’Ecomuseo attirando risorse e turismo in montagna, e la famiglia Papini, proprietaria della ferriera, che ha concesso l’edificio in comodato d’uso per 50 anni all’Ecomuseo.
«Veder rinascere la ferriera mi sembra un sogno – ha detto Lia Papini – sono convita che questo contribuirà a riportare movimento a Maresca».
«Grazie al contributo della Caripit – ha spiegato Simonetta Pecini, vicepresidente dell’associazione Ecomuseo – si porta a compimento un’operazione di cui si discute da anni. L’inserimento di questa eccellenza nell’itinerario del ferro dell’Ecomuseo, restituirà linfa vitale al sistema museale più visitato del territorio pistoiese». Vista la riorganizzazione in corso anche nella nostra Provincia, Pecini ha rivolto poi un appello alla Caripit ad «avere un occhio di riguardo anche in futuro verso l’Ecomuseo», raccolto dal consigliere Roberto Cadonici che ha ricordato i numerosi contributi passati e riconfermato il sostegno della fondazione per interventi “su manufatto” in un territorio fragile come la montagna . Elisa Valentini
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