Il Tirreno

Pistoia

anniversario

Sminatori: 70 anni fa la leggenda di Corsino e Mario

Saverio Melegari
Corsino Corsini e Mario Meini
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Corsino Corsini e Mario Meini

Il 18 gennaio 1945 Corsino Corsini e Mario Meini persero la vita al Poggiolino, vicino Ponte Calcaiola

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PISTOIA. Una mina da disinnescare. Perché in quei giorni del 1945 successivi al passaggio del fronte verso nord, le colline erano piene di ordigni e qualcuno le doveva pur eliminare. Un lavoro pagato una miseria, quello degli sminatori, anche se il termine appropriato sarebbe “rastrellatori”. Un lavoro che ogni tanto esigeva un terribile tributo di sangue, come quella bomba che era collegata ad un’altra e che fece saltare per aria gli sminatori, uccidendoli.

Oggi, 18 gennaio, ricorre il 70° anniversario della scomparsa di Corsino Corsini e Mario Meini che, proprio in questo giorno del 1945, al Poggiolino vicino Ponte Calcaiola, all’inizio della salita che porta verso Le Piastre, saltarono per aria beffati da ciò che i tedeschi, durante la loro ritirata, avevano disseminato lungo il proprio percorso.Per certi versi morti dimenticate, quelle degli “sminatori”, perché risalgono ad un periodo nel quale oramai la guerra era agli sgoccioli e da queste parti già si pensava alla ricostruzione. Ma non per questo morti, meno importanti, visto che il lavoro di coloro che facevano parte dell’Unpa (Unione Nazionale protezione antiaerea) era davvero tremendo. Corsini era, all’epoca, personaggio molto noto in città perché, con il suo carretto da ambulante, si muoveva fra piazze, cinema ed ospedale per vedere dolciumi.

«Anche a Pistoia esisteva una squadra interamente dedita a togliere le mine dalle colline – spiega Daniele Amicarella, consulente storico dell’associazione “Linea Gotica Pistoiese” che si è preso a cuore questa vicenda – anche se il lavoro era complesso: esistevano i primi metal detector ma i tedeschi avevano realizzato mine con ogni tipo di materiale ed erano difficili da identificare. E poi, quando ne trovavi una, magari non ti accorgevi che era collegata ad un’altra come nel caso della morte di Corsino e Mario. Fra l’altro, già nell’ottobre del 1944, a Ponte Calcaiola altre due persone, Pilo Bovani e Francesco Bardi, persero la vita per lo stesso motivo: tutte vittime di una battaglia dimenticata, quella per la bonifica del territorio italiano dopo il passaggio del fronte».

Ma su questa vicenda, c’è una importante novità. Infatti, grazie ad alcune ricerche storiche con l’interessamento anche dell’Istituto storico per la Resistenza, si è risaliti al luogo preciso dove queste persone saltarono in aria. «Si tratta di un terreno privato di proprietà della famiglia di Pilo Bovani – spiega Corsino Corsini, nipote di quel Corsino e personaggio noto in città per il suo impegno nella Giostra dell’Orso, come tifoso della Pistoiese e come gestore di un bar in porta Lucchese – ed abbiamo la disponibilità da parte dei diretti interessati a poter realizzare in quel punto un cippo, una targa o qualcosa che possa ricordare Corsino e Mario. Inoltre ci piacerebbe, dando così seguito ad una richiesta già fatta in Circoscrizione per ben due volte nel 2002 e nel 2007, che a questi due cacciatori di mine fosse intitolata una via o una piazza nell’area ex Breda: il servizio toponomastica del Comune è già informato da anni sulla vicenda, ma per il momento ancora nessuno si è mosso. Fra l’altro, ci farebbe piacere con questa ricorrenza che qualcuno della famiglia di Mario Meini potesse contattarci, visto che da 70 anni non abbiamo più saputo niente».

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