La protesta
Coltivazioni di fave il sindaco dice stop per tutelare un bimbo
AGLIANA. Stop alle coltivazioni di fave ad Agliana. Il divieto è in vigore nelle zone di Catena, San Michele e in alcune aree di San Niccolò, fino al Cantone. Il sindaco ha firmato l’ordinanza lo...
AGLIANA. Stop alle coltivazioni di fave ad Agliana. Il divieto è in vigore nelle zone di Catena, San Michele e in alcune aree di San Niccolò, fino al Cantone.
Il sindaco ha firmato l’ordinanza lo scorso 29 dicembre. Una limitazione estesa anche alle coltivazioni già esistenti, che devono essere obbligatoriamente eliminate. La novità è scattata dopo che una madre ha presentato la richiesta per tutelare il figlio, affetto da favismo. Si tratta di una malattia genetica dovuta all’anomalia di un enzima. L’assunzione o l’inalazione di vapori di fave, piselli, Verbena Hybrida potrebbe portare a forti crisi e a un’emolisi acuta, ovvero alla distruzione dei globuli rossi.
«La libera iniziativa economica dei privati – si legge nell’ordinanza – può essere ristretta per motivi gravi di interesse generale. L’esigenza di tutelare la salute pubblica, ancorché di un unico soggetto, costituisce di per sé interesse generale da soddisfare».
Le coltivazioni già esistenti dovevano essere eliminate entro sette giorni dall’entrata in vigore, entro cioè la prima settimana di gennaio. Già diversi i precedenti in Provincia, come quello di Quarrata e quello di Monsummano, dove il divieto è stato esteso per 300 metri in linea d’aria dalla casa del minore. Ad Agliana l’area interessata è più ampia.
Sul sito del Comune, insieme all’atto firmato da Mangoni, è stata pubblicata una cartina con i confini da rispettare. (b.f.)
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