Gioco
Forse un permesso di soggiorno per il nigeriano ricoverato da un anno
Pistoia, la questura potrebbe muoversi anche senza una domanda esplicita. Il Comune: seguiamo il caso con attenzione, anche se non è nostra competenza
PISTOIA. Da quasi un anno è “prigioniero” del reparto di malattie infettive del San Jacopo di Pistoia, ma solo adesso, dopo la presentazione di un’interrogazione urgente da parte di due consiglieri comunali (Carla Breschi e Alessandro Tomasi) che hanno sollevato il caso, le acque si stanno iniziando a muovere.
Il caso è quello del 40enne nigeriano che si trova dal febbraio 2014 al San Jacopo; giunto in gravi condizioni al pronto soccorso e ricoverato d’urgenza, da molti mesi l’uomo è guarito, ma nessuno sa più che farsene, tanto che finora è rimasto “parcheggiato” nel reparto. In questi mesi, l’uomo, giunto in condizioni di estrema prostrazione, ha ripreso una ventina di chili, è sostanzialmente guarito e necessita solo di un affiancamento da parte di personale che lo possa assistere a domicilio nell’assunzione della terapia.
Dall’ospedale, in questi mesi sono state inviate a vari soggetti (istituzioni, ma anche enti privati) delle relazioni per riuscire a trovare una sistemazione all’uomo, ma le incongruenze della legge sull’immigrazione e una certa vischiosità delle varie burocrazie ha fatto sì che la situazione non si sia sbloccata. Con l’esito paradossale di veder occupato in pianta stabile il letto in un reparto che dovrebbe curare solo gli acuti e con la conseguenza che l’uomo adesso inizia a mostrare i primi segni di depressione.
In ospedale è stato infatti ricoverato perché la cura, in casi del genere, non è solo un dovere umanitario, ma un obbligo di legge. Però, una volta cessata l’emergenza, dovrebbe essere avviato un altro percorso. Ed è qui che tutto si è inceppato: l’immigrato irregolare diventa praticamente “invisibile”.
Ma adesso, dopo il clamore suscitato dalla presentazione dell’interrogazione, qualcosa inizia a muoversi. Dal Comune, l’assessora al Sociale Tina Nuti ha preannunciato la convocazione di una riunione urgente con tutti gli enti coinvolti, ossia prefettura, Asl, Società della salute, Centro antidiscriminazione della Provincia e il Comune stesso.
Dalla questura, nel frattempo, si apprende che si sta valutando la possibilità di rilasciare un permesso temporaneo di soggiorno per motivi di salute all’uomo, anche in assenza di una richiesta in tal senso. Un atto quasi automatico, peraltro, vista la gravissima situazione che sta attraversando in questo periodo la Nigeria, squassata da una guerra civile. Il permesso temporaneo sarebbe un primo passo utile per contribuire a sbloccare la situazione.
L’assessora Tina Nuti chiarisce la posizione del Comune di Pistoia: «L’amministrazione - afferma - non può prendere in carico chi non ha la residenza nel territorio comunale e nessuno ci ha fatto alcuna richiesta di intervento. Certo, seguiamo con attenzione e sensibilità la vicenda, anche se non è competenza dei servizi sociali».
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