Sicurezza
Nessuno lo vuole, da un anno in ospedale
La paradossale storia di un immigrato irregolare recluso di lusso nel reparto di malattie infettive
PISTOIA. Ricoverato da oltre un anno nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Pistoia perché nessuno è disposto a prenderlo in carico. Il caso di un uomo immigrato, non regolare, “ospitato” da un ospedale che ha i letti contati è l'ultimo paradosso della nostra sanità e, soprattutto, del sistema di assistenza sociale.
Le porte di centri di accoglienza di ogni genere e tipo si aprono se l'immigrato non regolare arriva in Italia in maniera "consueta", ma diventa una specie di appestato nel momento in cui invece che scendere da un barcone o spuntare fuori da un container esce da un reparto di ospedale. O meglio, se ne esce sostanzialmente sano, ma bisognoso di proseguite delle cure a domicilio.
L'immigrato, in questo caso, diventa un pacco che non si sa più come maneggiare. Tutta l'imponente rete del welfare, a cominciare dalle più importanti istituzioni, non sa più come fare e l'uomo, un nigeriano quarantenne, da malato si trasforma in recluso, ospite di una struttura di lusso, come l'ospedale di Pistoia, dove la degenza costa oltre 10mila euro al mese.
Il paradosso è che, non avendo documenti e non arrivando da una "certificata" situazione di emergenza, l'uomo diventa invisibile alla burocrazia, un problema scomodo che, per non crearsi problemi, viene lasciato a soggiornare nel reparto di malattie infettive.
Dopo quasi un anno di rimpalli, rimbalzi, omissioni, incomprensioni, alzate di spalle, la vicenda viene allo scoperto grazie a un'interrogazione bipartisan di due consiglieri, Carla Breschi e Alessandro Tomasi.
«Ci è stato segnalato - scrivono al sindaco Samuele Bertinelli - che un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno sarebbe ricoverato nell'ospedale San Jacopo dal febbraio 2014 (quasi un anno di degenza) nel reparto malattie infettive. La sua situazione clinica attuale non richiederebbe ricovero ospedaliero, ma soltanto l'inserimento in un percorso sociale assistito in quanto non completamente autosufficiente».
Una situazione anomala, visto che i mesi passano e nessuno sembra voler affrettarsi a trovare una soluzione: «Sembra siano stati fatti vari tentativi da parte della struttura ospedaliera e della società della salute per trovare una soluzione adeguata, ad oggi risultati infruttuosi», aggiungono i due consiglieri.
La precisazione dell’Asl non fa altro che certificare l’imbarazzante situazione: «Da diversi mesi un paziente extracomunitario e non in possesso del permesso di soggiorno è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, a seguito di ricovero d’urgenza disposto dal pronto soccorso; egli, dopo aver ricevuto le cure urgenti necessarie sarebbe da alcuni mesi dimissibile, ma non è stato finora possibile in quanto trattasi di persona, attualmente non autosufficiente, sola e senza domicilio. Il caso è stato più volte segnalato alle autorità competenti per l'individuazione di una struttura di accoglienza adeguata; ad oggi senza esito positivo».
Unica consolazione: a pagare non sono solo i cittadini della provincia di Pistoia. «I costi sostenuti per il ricovero, come da normativa, sono a carico del ministero degli Interni».
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