Il Tirreno

Pistoia

Convenzioni al minimo, il volontariato soffre

di Alessandra Tuci
Convenzioni al minimo, il volontariato soffre

Il taglio ai telepass per le ambulanze è stato solo l’ultimo episodio. Associazioni preoccupate

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PISTOIA. I tagli della Regione preoccupano le associazioni di volontariato. Non solo i telepass per i mezzi di soccorso non sono più esenti e le associazioni di devono pagarli di tasca propria, ma i tagli vanno a sommarsi ai tagli. «Il sistema - spiega Riccardo Fantacci - direttore dei servizi della Misericordia - si regge solo per il fatto che il servizio di emergenza in Toscana viene assicurato a un costo di tre volte inferiore alla media italiana. Da qui scaturiscono le risorse per assicurare anche i servizi non di emergenza. Altri tagli rischiano di far saltare tutto». Emilio Lenzi, vicepresidente Anpas Pistoia, si dice preoccupato, «perché sono tre anni che ci sono nuovi tagli». C’è poi il versante ambulatoriale. «In tre anni - spiega il segretario della Misericordia Roberto Fratoni - abbiamo avuto una riduzione della capacità di budget del 25%. Finora ci siamo salvati offrendo i servizi a una tariffa sociale, equivalente cioè al costo del ticket corrispondente, ma di più è impossibile fare».

E poi cè anche la vicenda paradossale del telepass. Dai primi di gennaio, infatti, Autostrade per l’Italia, dopo un lungo tira e molla, ha comunicato ai coordinatori regionali delle associazioni di volontariato che avrebbe provveduto alla disattivazione di tutti i telepass esenti, ovvero quelli da sempre dati in dotazione ai mezzi di soccorso. La motivazione? Utilizzi anomali del servizio. Una decisione che pesa come un macigno sulle associazioni, costrette adesso ad acquistare i telepass ed eventualmente autocertificare i viaggi effettuati in condizioni di emergenza. «Noi viaggiamo per tutta Italia, trasportando persone malate, bisognose, spesso in situazioni di estrema gravità, ora dobbiamo sopperire noi a tutte le spese, che già sono molte – commenta Salvatore Scarola- A quanto ho appreso, dobbiamo poi segnalare noi alla società Autostrade per l’Italia i casi di passaggio al casello in stato di emergenza e quelli non ci dovrebbero essere fatturati. Ma il sistema è complesso, la burocrazia non è semplice. Spesso per fare 3 o 4 passaggi urgenti in un mese non ci conviene nemmeno poi fare questo tipo di richiesta. Ci stanno mettendo in ginocchio, dato che già dobbiamo affrontare costi notevoli».

Una pioggia di critiche arriva anche dalla Misericordia «Ad oggi abbiamo dovuto adeguarci al nuovo sistema e pagare ogni spostamento – conferma Fantacci - in teoria, per ottenere il rimborso dei viaggi effettuati in autostrada in situazioni di emergenza bisogna fare una procedura amministrativa piuttosto complessa che consiste in una motivazione scritta alle Autostrade per l’Italia. Questo è un atteggiamento poco positivo, che ci mette in croce. Le motivazioni ci sono a livello nazionale dato che qualcuno ha abusato dell’esenzione, ma in questo modo siamo stati penalizzati tutti. Si colpisce il giusto per colpire il peccatore, come si suol dire, ma questa ulteriore penalizzazione non aiuta certo il volontariato a crescere. Abbiamo anche contattato il ministero dei Trasporti, ma non è servito a niente. Noi svolgiamo un’attività sociale, ma in questo modo siamo al pari di un autotrasportatore. Abbiamo persone a bordo, spesso ammalate, siamo al servizio costante del cittadino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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