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Pistoia

Assenze in consiglio confronto rovente sindaco-opposizioni

Assenze in consiglio confronto rovente sindaco-opposizioni

Le minoranze: Bertinelli ci chieda pubblicamente scusa Lui non lo fa, ma precisa: non ho offeso nessuno

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PISTOIA. Si infiamma la polemica in Comune tra il sindaco Samuele Bertinelli e i consiglieri di opposizione. A questi ultimi che chiedevano al primo cittadino pubbliche scuse per il pesante attacco lanciato nei loro confronti nel consiglio comunale del 23 dicembre (dopo il mancato voto sul futuro di Publiservizi per il venir meno del numero legale, Bertinelli parlò di “politichetta all’italiana” e “piccolissimo cabotaggio politico”), Bertinelli ha replicato con un lungo documento diffuso nel tardo pomeriggio di ieri in cui afferma di non aver offeso nessuno, ribadisce le sue posizioni, proponendo tra l’altro una modulazione del gettone di presenza ai consiglieri in base all’effettiva presenza. Soprattutto, non offre scuse (vedi riquadro).

In effetti Bertinelli disse che vi sono consiglieri comunali che vengono all'assemblea spinti dal mero gettone di presenza. Molti interpretarono quelle parole come dirette verso la maggioranza (colpevole quanto le opposizioni nella mancanza del numero legale, visto che quel 23 dicembre le sedie vuote erano 8 su 20), e difatti nei giorni scorsi tre consiglieri Pd sono usciti allo scoperto replicando, anche duramente, alle parole del sindaco.

La minoranza invece ha parlato in una inedita conferenza stampa congiunta, che ha riunito attorno allo stesso tavolo i gruppi di Pistoia Domani, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Pistoia Futura, Pistoria 1117 e Sel. Tutti d'accordo nel pretendere "formali scuse al consiglio comunale" da parte del sindaco Bertinelli come condizione per tornare a sedersi in conferenza dei capigruppo, l'organismo che deve pianificare i lavori dell'assemblea di Palazzo di Giano. «Le paroledel sindaco sono state oltraggiose, le respingiamo completamente - ha dichiarato Margherita Semplici, capogruppo di Pistoia Domani - e non ci possono chiedere di ricominciare a sedersi come se nulla fosse successo».

E Massimiliano Sforzi (Sel): «Il sindaco non può pensare che la minoranza sia come lui vuole». Celesti (Forza Italia): «Rispetto il mandato che ho ricevuto dai cittadini ma a mia volta pretendo rispetto». Bartolomei (Pistoia Futura) osserva: «se il sindaco ce l’ha con qualcuno della sua maggioranza, invii i rimproveri all’indirizzo giusto. Qui c’è gente che si impegna non meno di lui per il bene della città».

Infine Alessandro Capecchi (Pistoia Domani): «In passato i consigli comunali finivano anche alle 1 o alle 2 per approvare provvedimenti importanti. Se la maggioranza ora comincia ad avere problemi di tenuta alle 18 o alle 19, non si può pensare che rimedi la minoranza».

La minaccia di non partecipare ai lavori della conferenza dei capigruppo e, quindi, di aprire un periodo di "guerriglia", sia pur politica, in consiglio comunale, rischia di procurare rilevanti difficoltà ad una maggioranza che, da diversi mesi ormai, appare tutt'altro che coesa, con mezza dozzina di consiglieri che già diverse volte hanno preso le distanze dalla giunta.

Fabio Calamati

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