Il Tirreno

Pistoia

il caso

Stop al disabile che vuole entrare nel bar

Tiziana Gori
L'ingresso del Café du Globe, in piazza Gavinana (foto Lorenzo Gori)
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L'ingresso del Café du Globe, in piazza Gavinana (foto Lorenzo Gori)

La figlia: una barista si è rifiutata di aiutarmi. Il direttore del Café du Globe: un fraintendimento, ci scusiamo con loro

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PISTOIA. La gioia nel rivedere il Caffé aperto, quelle parole dette alla figlia: «Prendiamo un gelato?». E poi l'ostacolo della porta che la figlia non ha la forza di aprire spingendo la carrozzina, e l'assenza di una rampa o di un campanello a cui suonare. In poche ore l'esperienza raccontata da Monica Tesi sul gruppo Facebook "Non sei di Pistoia se..." ha ricevuto decine di commenti. Monica Tesi ha chiesto aiuto a una barista e questa avrebbe detto che era impegnata a servire gli altri clienti e non poteva darle una mano. Il giorno dopo il direttore del Café du Globe, Luca Barbaresi, si scusa a nome della proprietà. Il Caffé ha riaperto i battenti meno di un mese fa, dopo tre anni di inattività. Nuova la gestione, con la nota pasticceria fiorentina Saida che è subentrata alla famiglia Fusario.

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La signora Tesi parla di «un'esperienza triste», aggiungendo che alcuni amici l'hanno poi aiutata a far entrare il padre. Ma lei, normodotata, «non metterà più piede lì». «Voglio condividere con voi - scrive - un'esperienza triste che ho avuto ieri in uno dei locali storici della mia Pistoia.... Ho portato fuori il mio babbo, che a causa di una malattia infame e indignitosa fatica molto a camminare e vive ormai in un mondo tutto suo, con alcuni sprazzi di lucidità. Essendo stato un "globino" ieri sera (venerdì, ndr) quando ha visto il bar Globo aperto gli si è illuminato il viso e mi ha detto "prendiamo il gelato?". Essendo in carrozzina e il locale non dotato di scivolo, campanello o ferma porta, ho chiesto alla barista se qualcuno poteva aiutarmi ad entrare. Lei, molto fredda, mi ha risposto che non poteva lasciare un cliente per aiutarmi. Capisco - commenta Monica - che i disabili non fanno bella figura in quel locale, non ci torneremo neanche noi che siamo normodotati però volevo chiedere a chi è più competente di me: i nuovi locali quando aprono non devono avere tutti lo scivolo o il campanello o il ferma porte,almeno! Chiedo scusa per lo sfogo, ma ci sono rimasta veramente male». Monica Tesi aggiunge poi, dopo decine e decine di commenti sdegnati, che alcuni amici l'hanno aiutata ad entrare. «Ero così imbarazzata davanti alla risposta che sono entrata con il loro aiuto e quello di una signora molto gentile, e poi sono subito uscita».

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«Il ferma porta c'è - risponde il direttore Luca Barbaresi - Questa è una porta a doppia apertura continua, con le molle, proprio per i portatori di handicap. Bastava che la signora appoggiasse la carrozzina e si sarebbe spalancata. Mi dispiace per quanto successo. Voglio credere che sia dovuto alla concitazione del momento, magari al locale affollato di clienti. Negli altri punti vendita - spiega - abbiamo rampe di accesso. Provvederemo in breve tempo a installare un campanello a Pistoia, si è trattato di una svista. Dico alla signora Tesi e al padre che siamo disponibili a scusarci personalmente con loro, se vorranno tornare qui». «Voglio credere che si sia trattato di un fraintendimento - commenta Maurizio Innocenti, presidente provinciale di Confesercenti - È anche una questione di buongusto aiutare chi è in difficoltà. Soprattutto - aggiunge - non dovremmo mai dimenticare il concetto di ospitalità, per il quale noi italiani siamo apprezzati anche all’estero. Saper accogliere tutti è un dovere degli esercenti commerciali, e un modo per non far sentire una persona con disabilità “diversa” nell’accezione peggiore del termine».

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