Sicurezza
Opposizioni compatte: il sindaco ci chieda pubblicamente scusa
Pistoia. dopo il durissimo attacco nell'ultimo consiglio comunale
PISTOIA. Fino a quando il sindaco Samuele Bertinelli non presenterà le sue formali scuse al consiglio comunale, i sei gruppi di opposizione (per un totale di 12 consiglieri su 32) non parteciperanno alla conferenza dei capigruppo. Diventa incandescente il clima a Palazzo di Giano dopo la sfuriata del sindaco, che nell'ultimo consiglio comunale, il 23 dicembre scorso, attaccò duramente i gruppi di opposizione, colpevoli di aver fatto mancare il numero legale per votare una delibera sul futuro di Publiservizi.
Le parole di Bertinelli furono pesantissime anche nei confronti dei consiglieri comunali in generale, accusati di venire all'assemblea spinti - almeno alcuni - dal mero gettone di presenza. Molti interpretarono quelle parole come dirette verso la maggioranza (colpevole quanto le opposizioni nella mancanza del numero legale, visto che quel 23 dicembre le sedie vuote erano 8 su 20), e difatti nei giorni scorsi tre consiglieri Pd sono usciti allo scoperto replicando (alcuni anche duramente) alle parole del sindaco.
Ma i gruppi di minoranza dovettero incassare dal primo cittadino le etichette di "politichetta all'italiana" e "piccolissimo cabotaggio politico". La reazione è arrivata con una inedita conferenza stampa congiunta, che ha riunito attorno allo stesso tavolo i gruppi di Pistoia Domani, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Pistoia Futura, Pistoria 1117 e Sel. Tutti d'accordo nel pretendere "formali scuse al consiglio comunale" da parte del sindaco Bertinelli come condizione per tornare a sedersi in conferenza dei capigruppo, l'organismo che deve pianificare i lavori dell'assemblea di Palazzo di Giano. "Le parole del sindaco sono state oltraggiose, le respingiamo completamente - ha dichiarato Margherita Semplici, capogruppo di Pistoia Domani - e non ci possono chiedere di ricominciare a sedersi in consiglio come se nulla fosse successo. Bisogna ripristinare un rapporto fisiologico e la precondizione è che Bertinelli ci chieda scusa".
La minaccia di non partecipare ai lavori della conferenza dei capigruppo e, quindi, di aprire un periodo di "guerriglia", sia pur politica, in consiglio comunale, rischia di procurare rilevanti difficoltà ad una maggioranza che, da diversi mesi ormai, appare tutt'altro che coesa, con meza dozzina di consiglieri che già diverse volte hanno preso le distanze dalle posizioni della giunta. Con questi numeri, ogni voto in consiglio diventa una scommessa, soprattutto se nel resto della maggioranza e tra i gruppi di minoranza ci sono dei vuoti. E se Bertinelli finora ha potuto contare su un solido nucleo di consiglieri fedeli in maggioranza, adesso è l'opposizione in blocco a dichiararsi sul piede di guerra.
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