Gioco
Chiede un aiuto per far entrare il padre disabile nel bar e le viene negato
Monica Tesi racconta quanto accaduto al Café du Globe. Il direttore: ci scusiamo, non capiamo come possa essere successo
PISTOIA. La gioia nel rivedere il Caffé aperto, quelle parole dette alla figlia: "Prendiamo un gelato?". E poi "l'ostacolo" della porta che la figlia non ha la forza di aprire, e l'assenza di una rampa in cui far scivolare la carrozzina o di un campanello a cui suonare. In poche ore l'esperienza raccontata da Monica Tesi sul gruppo Facebook "Non sei di Pistoia se..." ha ricevuto decine di commenti. Monica Tesi ha chiesto aiuto a una barista e questa avrebbe detto che era impegnata a servire gli altri clienti e non poteva aiutarla a far entrare il padre, anziano e disabile, all'interno del locale. Il giorno dopo il direttore del Café du Globe, Luca Barbaresi, si scusa a nome della proprietà. Il Caffé ha riaperto i battenti meno di un mese fa, dopo tre anni di inattività. Nuova la gestione, con la nota pasticceria fiorentina Saida che è subentrata alla famiglia Fusario.
La signora Tesi parla di "un'esperienza triste", aggiungendo che alcuni amici l'hanno poi aiutata a far entrare il padre. Ma lei, normodotata, "non metterà più piede lì". "Voglio condividere con voi - scrive - un'esperienza triste che ho avuto ieri in uno dei locali storici della mia Pistoia.... Ho portato fuori il mio babbo che a causa di una malattia infame e indignitosa fatica molto a camminare e vive ormai in un mondo tutto suo, con alcuni sprazzi di lucidità. Essendo stato un "globino" ieri sera (venerdì 9) quando ha visto il bar Globo aperto gli si è illuminato il viso e mi ha detto "prendiamo il gelato?". Da piccola - racconta Monica Tesi - mi portava spesso a prenderlo li'. Essendo in carrozzina e il locale non dotato di scivolo o campanello o ferma porta ho chiesto alla barista se qualcuno poteva aiutarmi ad entrare, lei molto fredda mi ha risposto che non poteva lasciare un cliente per aiutarmi. Capisco che i disabili non fanno bella figura in quel locale, non ci torneremo neanche noi che siamo normodotati però volevo chiedere a chi è più competente di me ma i nuovi locali quando aprono non devono avere tutti, anche quelli che non vogliono disabili, lo scivolo o il campanello o il ferma porte,almeno!!! Chiedo scusa per lo sfogo , ma ci sono rimasta veramente male!". Monica Tesi aggiunge poi, dopo decine e decine di commenti sdegnati, che alcuni amici l'hanno aiutata ad entrare. "Ero così imbarazzata davanti alla risposta che sono entrata con il loro aiuto e quello di una signora molto gentile e poi sono subito uscita".
"Il ferma porta c'è - risponde il direttore Luca Barbaresi - Questa è una porta a doppia apertura continua, con le molle, proprio per i portatori di handicap. Bastava che la signora appoggiasse la carrozzina e si sarebbe spalancata. Mi dispiace per quanto successo. Voglio credere che sia dovuto alla concitazione del momento, magari al locale affollato di clienti. Dico alla signora Tesi e al padre che siamo disponibili a scusarci personalmente con loro, se vorranno tornare qui".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
