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Nel 2015 un bilancio di sette milioni "a vantaggio delle aziende"

Nel 2015 un bilancio di sette milioni "a vantaggio delle aziende"

Pistoia, la "dichiarazione ufficiale" dell'ente camerale sui conti preventivi

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PISTOIA. Il bilancio preventivo 2015 della Camera di commercio di Pistoia si chiude con la previsione di una perdita superiore al milione di euro, che dovrebbe venir pareggiato attingendo agli accantonamenti degli anni scorsi.

Sul tema l'ente ha diffuso una "dichiarazione ufficiale" che riportiamo integralmente qui.

"Come è noto – e riportato nell’articolo - le entrate dell’Ente, nel 2015, subiranno una notevole contrazione dovuta al taglio del 35% della misura del diritto annuale dovuto dalle imprese iscritte al Registro delle Imprese, così come previsto dall’art. 28 del D.L. 90/2014, convertito in L. 114/2014 (che non contiene, diversamente da quanto indicato, alcuna riforma organica del sistema camerale).

Nonostante tale riduzione, di impatto notevole per il bilancio camerale a fronte di un vantaggio di fatto insignificativo per le imprese (mediamente 42 euro lordi annui), grazie ad una accurata politica di contenimento dei costi portata avanti nel tempo, l’Ente potrà garantire, anche per l’esercizio in corso, interventi economici diretti pari a 1,4 milioni di euro, investendo in chiave anticiclica poco più di un milione di euro di risorse accantonate negli anni precedenti. Nell’ambito di detti interventi, come risulta dal programma di attività allegato al bilancio, vi rientrano sia il sostegno alla manifestazione “Arts & Craft” che la realizzazione della fiera “Immagine Italia & Co.”, diversamente da quanto affermato.

Ma gli interventi economici diretti non sono la sola forma di sostegno al sistema delle imprese: la Camera di Commercio garantisce una molteplicità di servizi che vanno - per fare solo qualche esempio - dalla tenuta del Registro delle Imprese, considerato un modello di eccellenza a livello europeo, ai servizi di regolazione del mercato (giustizia alternativa, registro informatico dei protesti, metrologia legale, tutela del Made in Italy, sicurezza prodotti, …), ai servizi statistici e di informazione economica, i cui costi sono solo parzialmente coperti dall’importo dei diritti di segreteria stabiliti con Decreto Ministeriale. E’ pertanto fuorviante affermare che solo 1,4 milioni di euro su 7 milioni verrà restituito alle aziende in quanto il resto  non serve a “sostenere e far funzionare la macchina amministrativa” fine a se stessa, bensì a fornire servizi a vantaggio proprio delle aziende.

In quanto al personale una lettura dei dati desunti dall’analisi di benchmarking condotta a livello toscano mostra come, a seguito della forte contrazione dello stesso passato dalle 71 unità del 2006 alle 54 unità attuali a seguito di una progressiva razionalizzazione ed efficientamento dei servizi, il numero di dipendenti rapportato alle aziende attive è inferiore alla media toscana (1,72 dipendenti ogni 1.000 imprese attive a fronte di una media pari ad 1,84), con risultati in termini di performance superiori alla media toscana e che collocano l’Ente ai primi posti per efficienza a livello nazionale.

Per quanto concerne, infine, le partecipate – ad esclusione delle società per le quali sono già in corso procedure di liquidazione – le uniche partecipazioni societarie sono rappresentate, a livello locale, da Ce.Spe.Vi. e Pistoia Promuove. Le altre partecipazioni concernono prevalentemente società strumentali di sistema in relazione alle quali è in corso un processo di riassetto a livello nazionale”.

Due precisazioni. La prima: che il contributo della Camera di commercio ad Arts & Crafts non sarebbe stato confermato nel 2015 lo dichiarò ad agosto lo stesso presidente Stefano Morandi. La seconda: la nota dell’ente camerale ci attribuisce cose che Il Tirreno non ha mai scritto. In particolare, non abbiamo mai affermato che la spesa per sostenere e far funzionare la macchina amministrativa “non serve” perché sarebbe “fine a se stessa”. Queste sono aggiunte del comunicato.

Nel nostro servizio si sottolineava invece come gli interventi economici fossero nel 2015 quelli più penalizzati rispetto al passato (dai 3,4 del consuntivo 2013 agli 1,4 del preventivo 2015). La nota non replica sul punto ma si limita a confermare le cifre pubblicate (tratte del resto dal bilancio di previsione).

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