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Casa fantasma, truffati undici adolescenti

Casa fantasma, truffati undici adolescenti

All’Abetone per la settimana bianca dopo aver versato 500 euro di caparra scoprono di essere stati raggirati sul web

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ABETONE. Sembrava tutto in regola. Non solo, dopo aver visto quell’allettante annuncio su internet, avevano contattato il sedicente padrone di casa al cellulare, ma ci avevano riparlato più volte anche chiamandolo a un telefono fisso per gli ulteriori dettagli. E così, senza sospettare il benché minimo inganno, avevano versato con un bonifico bancario la caparra di 500 euro richiesta. Soltanto la mattina in cui avrebbero dovuto mettere piede in quell’appartamento di Abetone affittato per trascorrere una settimana insieme tra piste da sci e locali, gli undici adolescenti si sono resi conto di essere rimasti vittime di una truffa.

Hanno anche scoperto, una volta raggiunta la Stazione dei carabinieri per denunciare il fatto, che quello stesso giorno in caserma si erano già presentati per lo stesso motivo altri due gruppi di vacanzieri, e tutti per la stessa abitazione, esistente sì ma regolarmente occupata dal proprietario al quale non era mai passato per la testa di affittarla.

Vittime di una delle più diffuse truffe via web sono stati undici amici di Empoli e Montelupo tra i 15 e i 16 anni di età. Entusiasti della prospettiva di una settimana bianca tutti insieme all’Abetone, con tanto di veglione dell’ultimo dell’anno, nei primi giorni di dicembre si sono messi alla ricerca su internet delle offerte più allettanti. E ne hanno trovata una che faceva al caso loro, al prezzo giusto e in pieno centro del paese.

Così hanno affidato ai genitori l’incarico di contattare colui che aveva messo l’annuncio per prenotare e definire i dettagli dell’operazione. Il truffatore aveva indicato ben due numeri di cellulare e un numero fisso, con il prefisso di Arezzo, e a quei numeri ha sempre risposto con sollecitudine, fornendo tutte le spiegazioni necessarie. Arrivati al dunque, per quei sette giorni a partire da sabato 27 dicembre i ragazzi hanno versato una caparra di 500 euro. E il sedicente padrone di casa ha dato loro appuntamento per le nove e mezzo del mattina del giorno fissato in piazza del paese: li avrebbe accompagnati lui fino all’appartamento. Il 27 mattina, alcuni genitori dei ragazzi si sono messi in viaggio per accompagnarli in auto fino all’Abetone.

Durante il tragitto, per avvertire l’uomo che stavano arrivando, hanno provato a contattarlo, invano: i cellulari risultavano irraggiungibili, il telefono fisso muto. Ma neppure a quel punto si sono insospettiti, pensando che anche il padrone di casa fosse in viaggio per raggiungere il luogo dell’appuntamento. Però, una volta arrivati in piazza, i minuti hanno cominciato a passare senza che l’uomo si facesse vivo. E a un certo punto, pensando di aver capito male il luogo dell’appuntamento, genitori e figli hanno deciso di raggiungere da soli l’appartamento affittato, di cui avevano l’indirizzo.

Una volta lì, hanno suonato il campanello e la porta si è aperta: “Meno male che è in casa – hanno detto con sollievo alla giovane coppia che si sono trovati di fronte – Abbiamo provato a chiamare ma il vostro telefono non funziona”. Ma i loro interlocutori, che quella stessa mattina avevano già avuto a che fare con altri due gruppi di villeggianti truffati, hanno subito raffreddato i loro entusiasmi, spiegando che quella era la casa in cui vivevano e che non avevano mai avuto intenzione di affittarla. Insomma, ha detto chiaramente loro che erano stati raggirati. Ai genitori e ai ragazzi non è rimasto altro da fare che fare dietro front e bussare alla porta dei vigili urbani, prima, e dei carabinieri poi, per sporgere denuncia.

Dai militari dell’Arma hanno appreso che quella mattina non erano le prime vittime di quello stesso truffatore. Alla fine, firmati i verbali, si sono messi alla ricerca di un’abitazione alternativa, per non rovinare del tutto la programmata settimana bianca, e l’hanno trovata. Tuttavia, le disavventure non sono finite lì. Sulla via del ritorno, i genitori sono incappati in una bufera di neve: una mamma è finita con l’auto contro un muro, un babbo, mentre stava mettendo le catene, è stato colpito a un occhio da una di queste ed è finito al pronto soccorso.

Massimo Donati

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